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Etichette: stop ai cibi di Mafia e Camorra

Con il disegno di legge in materia di etichettatura alimentare oltre a garantire l’origine dei cibi portati in tavola si darà anche una stangata alle entrate della malavita. L’approvazione definitiva del ddl, prevista per il 18 gennaio prossimo in sede legislativa alla Commissione Agricoltura della Camera e annunciata dal Ministro della Salute Ferruccio Fazio, darà anche un fermo agli affari sporchi condotti in campo alimentare sia dalla Mafia sia dalla Camorra.

Il traffico illegale era stato portato alla luce con lo “scandalo Wikileaks”: secondo i dati riportati in Campania, infatti, la Camorra fa affari anche con «importazioni a basso costo», «dalle mele cariche di pesticidi della Moldova al sale del Marocco infestato da “E. coli”» fino alle «fabbriche illegali che fanno mozzarella usando latte in polvere boliviano». «È comunque importante fare chiarezza», sostiene la Coldiretti nel commentare la vicenda.

Inoltre secondo il rapporto Coldiretti/Eurispes la presenza di una legislazione ambigua che consente di fatto di etichettare come Made in Italy materie prime agricole importate dall’estero, lascia ampio spazio all’illegalità. «L’ecomafia con il racket, il pizzo e gli altri fenomeni malavitosi sviluppano a danno delle campagne italiane un giro di affari di 7,5 miliardi di euro con la criminalità organizzata – denuncia la stessa Coldiretti, che conclude -. Tra i fenomeni preoccupano le intromissioni nel sistema di distribuzione e trasporto dei prodotti alimentari, carne e ortofrutticoli soprattutto, che mettono anche a rischio la sicurezza alimentare delle produzioni oltre a danneggiare gli operatori sotto il profilo economico».

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