Etichette degli imballaggi, aumentano le informazioni ambientali

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Un progetto legislativo UE prevede di vietare l’uso di diciture green generiche come a impatto zero’, naturale, biodegradabile, amico della natura, ecologico se non debitamente comprovate (foto Laura James per Pexels)

I dati del terzo rapporto di IdentiPack: secondo l’osservatorio di CONAI e GS1 Italy, sul 44,8% dei prodotti a scaffale in Italia sono già presenti le informazioni sul corretto conferimento in raccolta differenziata, come richiesto dalla normativa

 

Nel 2022 sul mercato italiano i prodotti che riportano informazioni ambientali relative al packaging sono aumentati rispetto all’anno precedente. Dati incoraggianti, soprattutto a proposito delle informazioni ambientali che sono obbligatorie da gennaio 2023.

Su oltre 59mila referenze, infatti, compaiono già le indicazioni sulla tipologia di imballaggio e sul corretto conferimento in raccolta differenziata: il 44,8% di tutti i prodotti grocery  – vale a dire cibi confezionati (pasta, conserve, biscotti ecc.), bevande, prodotti per la cura della persona (deodoranti, prodotti della prima infanzia come pannolini ecc.), per la pulizia della casa (detersivo per piatti, per pavimenti) – monitorati nel 2022 (+3,2 % rispetto al 2021) e il 66,7% di quelli effettivamente venduti (+2,4 % rispetto al 2021). È quanto emerge dal terzo report IdentiPack, il primo Osservatorio nazionale sull’etichettatura ambientale del packaging frutto della collaborazione fra CONAI, il Consorzio Nazionale Imballaggi, e GS1 Italy, una delle organizzazioni non profit GS1 attive in 116 paesi nel mondo che promuovono l’utilizzo degli standard GS1, i più utilizzati al mondo per la comunicazione tra imprese. Un osservatorio che, monitorando la presenza di informazioni ambientali sulle etichette degli imballaggi immessi al consumo in Italia, ogni sei mesi fotografa la situazione dei prodotti disponibili a scaffale e acquistati dal consumatore per fornirne un’analisi approfondita.

Etichette ambientali in aumento: lo sprint dei gelati

Su 34.031 imballaggi a scaffale è già presente la codifica identificativa del materiale di cui sono fatti, ai sensi della decisione 129/97/CE. Più di un quarto si riferisce ai prodotti grocery a scaffale nel grocery; il 43,7% si riferisce al totale dei prodotti venduti, in aumento rispetto al 2021.

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Oggi sono già 4.691 i prodotti a scaffale la cui etichetta permette di visionare digitalmente le informazioni ambientali sul packaging del prodotto, un numero che è cresciuto di 0,2 punti percentuali se confrontato con quello del 2021. Fra i settori merceologici analizzati, quello del freddo si posiziona sul primo gradino del podio per la comunicazione delle informazioni ambientali obbligatorie dei packaging: gelati e surgelati si aggiudicano la leadership per incidenza di prodotti che riportano in etichetta la codifica identificativa del materiale, oltre alle indicazioni sulla tipologia di imballaggio e sul corretto conferimento in raccolta differenziata. Ma brillano anche per la presenza di certificazioni relative alla compostabilità del packaging e di suggerimenti per migliorare la raccolta differenziata a casa.

In ottima posizione anche l’home care, che ricorre alla comunicazione ambientale sul packaging con numeri superiori alla media, e si aggiudica la palma per l’uso di canali digitali che forniscono informazioni aggiuntive: un reparto pionieristico nel mettere a disposizione del consumatore QR code e link digitali, diffusi sugli imballaggi home care molto più che nel resto del grocery.

CONAI: la corretta informazione aiuta raccolta differenziata e riciclo

«Queste cifre e questi risultati sono anche il frutto di un percorso che CONAI ha portato avanti dalla fine del 2020 con il Ministero dell’ambiente e con le aziende italiane, creando Linee guida dedicate proprio all’etichettatura» commenta Luca Ruini, presidente CONAI. «I numeri di IdentiPack, infatti, sono anche una conferma di quanto corrette indicazioni per la raccolta differenziata siano importanti: permettono all’industria del riciclo di dare nuova vita a quantitativi sempre maggiori di materiali da imballaggio, risorse prodotte dalle nostre città che sono ormai autentiche miniere metropolitane».  «Anche questa nuova edizione conferma il suo valore di monitoraggio completo a disposizione della business community – sottolinea Bruno Aceto, ceo di GS1 Italy – rafforzato dall’ampia base statistica che utilizza: quella dell’Osservatorio Immagino, composta dagli oltre 133 mila prodotti digitalizzati dal servizio Immagino, che ne registra tutte le indicazioni e i claim presenti sulle etichette, realizzando e mantenendo aggiornata una banca dati unica in Italia».

Per maggiori informazioni e per scaricare il terzo report di IdentiPack, CLICCA QUI

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