Estate: violenti temporali e temperature in picchiata. Benvenuti cambiamenti climatici

Foto di Oimheidi da Pixabay

Ci stiamo abituando a fenomeni atmosferici estremi e frequenti dovuti alle attività umani inquinanti. La situazione è grave ma con tante piccole azioni si potrebbe risolvere tutto

“Bombe d’acqua e grandine in Puglia, con sbalzi termici repentini da oltre 40°C fino a 21°C, campi allagati e impraticabili, frutteti danneggiati, pomodori e frutta estiva in stress idrico. Pomodori affogati a Foggia, da San Severo ad Apricena, da Poggio Imperiale fino a Lesina, campi allagati dai violenti nubifragi abbattutosi nelle ultime ore e gravi danni sulla raccolta di pomodoro che era già giunto a maturazione in un provincia che è leader in Italia nella produzione dell’oro rosso. Meloni e carciofi appena trapiantati sono stati letteralmente spazzati via dalla consistente quantità di acqua caduta, con gravi danni ai pomodori e ai vigneti nell’area brindisina. Tra Brindisi e Lecce cadranno ancora fino a 200 millimetri di pioggia, con un brusco abbassamento delle temperature, con Monte Sant’Angelo nel foggiano che sarà la località più fredda di Puglia con 21 gradi di temperatura, mentre nell’agro di Terlizzi una violenta grandinata si è abbattuta sugli oliveti”. È il bilancio di Coldiretti Puglia che denuncia gli effetti disastrosi della tropicalizzazione del clima che nelle ultime 24 ore si è manifestata nuovamente in Puglia.

Una condizione difficile e sempre più disperata alla quale ormai da tempo ci stiamo abituando e alla quale non si riesce a porre riparo. Basterebbe ristabilire l’ordine naturale delle cose, ma ciò, in questo momento, è praticamente impossibile. Gli interessi economici e politici in gioco sono tantissimi, partono dal locale fino a coinvolgere le alte sfere di tutti i Paesi del mondo.

Il danno è evidente, nonostante i negazionisti, è rischia di essere irreversibile. Il cambiamento climatico è in atto, lo dimostrano i continui eventi atmosferici eccezionali estremi, anche a latitudini diverse, e la progressiva tropicalizzazione delle aree temperate del pianeta.

Il caldo inverno, mitigato da una primavera, sostanzialmente coincisa con il confinamento e la chiusura dovuti al Covid che ha temporaneamente limitato gli effetti dell’inquinamento, e un’estate scoppiata quasi all’improvviso, con temperature molto alte che in questo momento sono scese quasi di 20 gradi, sono segni evidenti di una situazione climatica fortemente compromessa dalle azioni dell’uomo, come il disboscamento scriteriato, la cementificazione selvaggia e i grandi incendi appiccati ad hoc, che da tempo stanno flagellando le aree verdi incontaminate del mondo.

Ovviamente questa estrema variabilità stagionale e climatica condiziona pesantemente l’agricoltura, fonte primaria di cibo per tutti gli esseri viventi. Le colture sono costantemente a rischio danni, così come la produzione e l’intero comparto a livello globale.

Ma se l’agricoltura non riesce a soddisfare i bisogni primari dell’uomo e di tutti gli altri esseri viventi che sono coinvolti nei processi naturali, come le api, l’estinzione è vicina. Non abbiamo un Piano B, non abbiamo un Pianeta B.

Necessari interventi immediati sia a livello locale che globale. Lo diciamo da tempo, lo dicono gli esperti, oggi non sempre d’accordo tra di loro, lo dice la scienza e lo chiede ora una parte della popolazione mondiale. Per queste ragioni è importante rispettare gli obiettivi di Agenda 2030 e i protocolli dell’ONU e dell’UE in materia di clima e di lotta all’inquinamento.

In questo momento storico stiamo assistendo ad alcune posizioni politiche delle grandi potenze mondiali che ci stanno facendo fare un balzo indietro di 300 anni, ciò nonostante, malgrado le teorie negazioniste e complottiste, l’opinione pubblica mondiale condanna unita tali posizioni e si sta battendo per il rispetto e la tutela dell’ambiente e  per pratiche ecosostenibili quotidiane.

La perseveranza, come sempre, viene premiata ma la lotta per il cambiamento delle idee, delle abitudini acquisite nel tempo e delle mentalità non è facile. Ci vuole impegno da parte di tutti.

Se a livello locale, nel nostro piccolo, c’è un mutamento, a livello globale questa trasformazione sarà più evidente, duratura e risolutiva.

Quindi è tutto nelle nostre mani. Il maltempo potremmo gestirlo e girarlo a nostro favore solo se riuscissimo a rispettare l’ambiente e a ridurre ed eliminare ogni forma di inquinamento.

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