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Estate rovente? Un aiuto dall’agrometereologia

La Puglia guarda con attenzione ai modelli di gestione integrata dell’ambiente delle altre regioni, in particolare dell’Abruzzo e Piemonte. E’ uno dei risultati su cui si sta lavorando dopo la conclusione dei lavori del 13^ Convegno nazionale di agrometeorologia che si è svolto per la prima volta in Puglia. L’associazione regionale Consorzi Difesa Puglia (ASSOCODIPUGLIA), che gestisce grazie alla Regione Puglia il servizio di agrometeorologia, ha intercettato qualche anno fa l’Associazione italiana di agrometeorologia (Aiam) che in questo campo da anni si occupa di ricerca.

<p>veduta di un campo di grano</p>

veduta di un campo di grano

<p>il presidente dell'ASSOCODIPUGLIA Salvatore Ripa</p>

il presidente dell'ASSOCODIPUGLIA Salvatore Ripa

«Siamo convinti – ha detto Salvatore Ripa, presidente di ASSOCODIPUGLIA – delle nostre capacità e competenze e crediamo che si necessario confrontarsi con le altre realtà scientifiche non soltanto per migliorare le proprie conoscenze nel settore, ma anche per avere spunti per utilizzare meglio questa banca dati».

In Puglia, infatti, in questi ultimi anni si è registrato un mutamento climatico, passando da periodi di forte caldo ad di pioggia. Il clima sta cambiando notevolmente. Nel 2006 ed il 2007 si è assistito ad estati torride e gli incendi che scoppiavano furono il paradigma di quella stagione. A luglio, in particolare, furono toccati i 45-46 gradi con periodi di siccità, per cui la Puglia ha chiesto lo stato di calamità naturale. Nel 2009, invece, si è verificata un annata piovosa. In cinque mesi nella provincia di Brindisi si sono avuti oltre 500 millimetri di acqua che corrisponde alla media di un anno.

«Le motivazioni di tali cambiamenti – continua Ripa – possono essere tante. Con la strumentazione dell’Associazione è possibile ottenere una documentazione storica di quello che accade. I dati poi possono essere interpretati alla luce di modelli». Nel recente convegno barese di agrometereologia sono stati illustrati 22 metodologie di gestione integrata; si tratta di modelli che riguardano la prevenzione fitosanitaria e la tutela dell’ambiente con la possibilità di effettuare previsioni di calamità.

 

alluvione del 27/28 aprile 2009, nei pressi di Alessandria

alluvione del 27/28 aprile 2009, nei pressi di Alessandria

«In agrometeorologia – ha spiegato Ripa – esistono molto modelli previsionali e legati all’agricoltura. Ce ne sono alcuni, già testati ed utilizzati, che riescono a prevedere il rischio di fitopatia in base all’andamento climatico o alla situazione. Con questi modelli è possibile gestire meglio l’attività imprenditoriale. E’ indispensabile, comunque, la presenza del tecnico nelle aziende e campagne. I trattamenti possono essere utilizzati bene ed in periodi giusti tutelando in questo modo anche il paesaggio. E’ chiaro che con questo tipo d’impegno, la presenza di questa figura ed il supporto di un modello utilizzato attraverso un software, si realizza meglio questo tipo di servizio».

Un’esperienza molto significativa in questo settore è quella di Massimo De Marziis, amministratore delegato della 3a Srl, azienda che si occupa di sistemi integrati per l’agricoltura ed è al servizio dei distretti più innovativi. Il modello d’integrazione che presenta è quello della creazione di un network virtuoso fra le aziende agricole e di trasformazione in cui le informazioni circolano “dal campo alla tavola” senza soluzione di continuità. E’ un sistema, insomma, nel quale è possibile, attraverso connessioni informatiche, piattaforme web, mettere in connessione diversi operatori della filiera, favorendo l’innovazione e la ricerca in campo agricolo.

 

 

 

veduta di una macchina agricola al lavoro

veduta di una macchina agricola al lavoro

 «L’agrometeorologia – dice De Marziis – va incontro alle esigenze fondamentali dei distretti agricoli: tenere sotto controllo l’evoluzione dell’ambiente e del clima e valutare le influenze dei fattori ambientali sulla qualità delle produzioni. C’è poi l’aspetto delle garanzie date ai consumatori in termini di qualità delle produzioni, residui di fitofarmaci, buona applicazione delle tecniche agricole nelle produzioni agroalimentari».

Anche l’associazione pugliese, in tal senso, ha presentato le proprie esperienze. E’ stata realizzata, per esempio, una ricerca accurata sulla presenza di nitrati in Puglia e sulla storicità dei dati, su un’eventuale ciclicità delle calamità atmosferiche. A disposizione delle imprese agricole ci sarà intanto il portale Meteo Puglia sull’agrometeorologia, sulle fitopatie e l’assistenza.

 

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