Input your search keywords and press Enter.

Erasmus, il programma arriva ai Balcani

Il programma Erasmus interessa l’area dei Balcani e studia la costa della città metropolitana di Bari. Questa esperienza, fatta dagli studenti della Facoltà di architettura del Politecnico di Bari, si è conclusa con il workshop internazionale “Poliba Italo-Balkan Architecture”. L’iniziativa ha coinvolto anche tutor e docenti provenienti da Albania, Montenegro, Serbia, Kosovo, Bosnia.

Erasmus perché – «La Puglia – ha detto Anna Bruna Menghini, docente in Composizione architettonica e urbana del Politecnico di Bari e coordinatrice del workshop – è considerata un’area importante a livello europeo nei rapporti con i Paesi dei Balcani e la città di Bari è una realtà in grande crescita nel sistema regionale che dobbiamo far conoscere. E’ una regione aperta a tutti i programmi europei. In questa direzione abbiamo sviluppato e rafforzato legami con docenti ed amministrazioni per creare reti ed opportunità di partecipazione ai progetti europei». Secondo Nicola Giaquinto, docente di Misure Elettroniche e delegato dal Rettore per l’Internazionalizzazione «il programma Erasmus attuato dall’Unione Europea è il miglior percorso che permette a milioni di studenti di proseguire gli studi con velocità e profitto. E’ essenziale la prospettiva internazionale per inserirsi nel mondo del lavoro».

L'ex ristorante Grotta Regina

L’ex ristorante Grotta Regina è una delle 5 aree abbandonate oggetto del programma Erasmus 

Le aree abbandonate della fascia costiera del territorio della città metropolitana di Bari e le possibilità di riutilizzo sono stati il tema dei casi di studio. In particolare, sono stati selezionati cinque siti industriali dismessi: l’ex calcificio e l’ex marmificio a Giovinazzo, che si trovano in territorio extraurbano in un’area costiera libera da edificazioni ed un’area agricola costiera, potrebbero diventare una struttura alberghiera ed un edificio museale; l’ex supermercato Gs a Bari e l’ex ristorante Grotta Regina a Torre a Mare, inserite in un contesto urbano, potrebbero essere strutture per servizi alla balneazione ed alla ristorazione; l’ex mattatoio a Mola di Bari di proprietà pubblica potrebbe trasformarsi in un centro sportivo legato al mare con un museo. «Questi luoghi – ha sottolineato Francesca Calace, docente del Dipartimento d’Ingegneria Civile ed Architettura del Politecnico di Bari – hanno una storia produttiva, culturale e sociale da raccontare e sono stati individuati sulla necessità di riflettere e situazioni insediative e paesaggistiche diverse. Abbiamo voluto, quindi, mettere a fuoco le diverse problematiche e potenzialità con i casi di studio. Immaginiamo che gli interventi di ripensamento di questi siti di archeologia industriale possano essere punti di partenza per una riqualificazione del territorio circostante, divengano catalizzatori d’interesse e contengano una rilevante offerta di spazi pubblici anche su indicazione delle amministrazioni comunali».

Print Friendly, PDF & Email

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *