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Eolico, viaggio tra i parchi offshore

Lavori di realizzazione del Bard1 (Germania)

L’eolico offshore altro non è che l’eolico realizzato in mare. Dal punto di vista tecnologico, non differisce dagli impianti installati sulla terraferma; tuttavia, a parità di potenza installata, l’eolico offshore produce mediamente il 30% di energia in più. Ciò è dovuto alle condizioni favorevoli del vento in alto mare.

Gli stati europei stanno investendo cifre ingenti sull’eolico offshore, per potenziare la produzione di elettricità da fonti alternative. Attualmente, l’Europa possiede tra i più grandi impianti offshore del mondo.

L’ultimo impianto, inaugurato in questi giorni, è il Bard1: cento turbine installate a cento chilometri dall’isola di Borkum (Germania), nel Mare del Nord. L’impianto vanta una potenza installata di 400 MW e la realizzazione è stata curata da Bard Group. Ha dichiarato il ministro tedesco dell’Economia Philipp Rösle: «Bard 1 è l’imponente progetto pionieristico di un settore giovane, che ha le potenzialità per svolgere un ruolo chiave nel nostro mix energetico a lungo termine. Il completamento del parco eolico offshore rappresenta una prodezza tecnologica e logistica». La photogallery (in basso) documenta le fasi di realizzazione del parco Bard1.

Thanet Offshore Wind Farm (GB)

Bard1 ha soffiato il primato di impianto offshore più grande del mondo al Thanet Offshore Wind Farm. Il Thanet sorge a 12 chilometri al largo di Point Foreness, la parte più orientale del Kent (Gran Bretagna) e vanta una capacità produttiva di 300 MW. Il progetto è stato affidato alla svedese Vattenfall e finanziato dalla Banca europea per gli investimenti (BEI) con 150 milioni di sterline. Il sostegno della Bei arriva a seguito di una serie di valutazioni ambientali globali, inclusa quella del potenziale impatto su pesci e uccelli. Con questo impianto, il Regno Unito cerca di raggiungere più rapidamente i propri obiettivi in materia di energia rinnovabile: ottenere il 15% del fabbisogno energetico del Paese da fonti green entro il 2020.

La sfida al più grande impianto offshore è ancora aperta. Il Giappone ha varato un nuovo piano energetico nazionale che punta alle rinnovabili. Il piano si è reso necessario in seguito al terremoto del 2011, che ha danneggiato diversi reattori nucleari.

La realizzazione del parco è partita lo scorso luglio al largo di Fukushima. L’impianto sarà composto da 143 turbine eoliche, per una potenza installata pari a 1 GW. Durante la prima fase del progetto sarà posizionata una turbina da 2 MW di capacità e 200 metri di altezza, una sottostazione e il relativo cavo sottomarino per la trasmissione dell’elettricità. Se tutto dovesse andare per il verso giusto, la costruzione della centrale continuerà fino al completamento, anche a seconda della disponibilità di fondi.

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