Eolico selvaggio, il Molise pronto alle barricate

Le pale eoliche sovrastano il castello di Carpinone (Isernia)

Il prossimo 22 maggio soffieranno venti di bufera sul Tribunale di Campobasso. No, niente previsioni meteorologiche e il riferimento ai venti non è assolutamente casuale. In quella data il tema legato all’eolico selvaggio in Molise, tornerà prepotentemente alla ribalta. Sul proliferare dissennato delle pale eoliche in regione nei mesi scorsi è stata avviata un’inchiesta dopo la denuncia pubblica presentata da Tiziano Di Clemente del Partito Comunista dei Lavoratori e da Emilio Izzo della Uil Beni Culturali. La Procura della Repubblica di Campobasso ne ha chiesto l’archiviazione ma il gip del Tribunale del capoluogo ha stabilito di non accogliere la richiesta e ha fissato un’udienza il prossimo 22 maggio. Se si aprirà un nuovo capitolo nella travagliata storia dell’eolico selvaggio in Molise si saprà solo in futuro, ma intanto il danno, anzi lo scempio è già in atto. E tutto questo grazie (si fa per dire) ad una legge regionale, la ormai famigerata legge Berardo che non pone vincoli e limiti ad insediamenti di parchi eolici in Molise e ad una dirigenza dei Beni Culturali che definire distratta è un eufemismo. Il Molise, che già “vanta” parchi eolici in provincia di Isernia e Campobasso, rischia ora di diventare seriamente terra di conquista per le società che si occupano della produzione di eolico. A fare il punto della situazione è stato Emilio Izzo della Uil Beni Culturali che ha tenuto una conferenza stampa a Frosolone, in provincia di Isernia.

La manifestazione contro l'eolico a Carpinone

Il quadro che ne è venuto fuori è sconvolgente. La regione rischia di trasformarsi in una distesa sterminata di pale eoliche. Si pensi che stando agli ultimi dati ufficiali del Gestore dei Servizi Energetici, il Molise alla fine del 2009 ha presentato la bellezza di 16 impianti da “piazzarsi” indifferentemente in zone di enorme valore architettonico-paesaggistico-storico-culturale, ma anche (e perché no?) in mare. Fa sensazione infatti la richiesta di un parco eolico nel mare antistante Termoli. Il Molise, una regione di appena 4.438 chilometri quadrati rischia di ritrovarsi sul groppone oltre 5000 aerogeneratori. Un’enormità. Una situazione insostenibile che Izzo ha già portato a conoscenza dei vertici europei. Il responsabile regionale della Uil Beni Culturali ha già presentato infatti un’interrogazione al Parlamento Europeo e un ricorso che la Commissione Europea Petizioni ha definito ricevibile. Nel ricorso Izzo ha sottolineato il ruolo delle società arrivate in Molise grazie all’eolico. Società non proprio trasparenti e sulle quali sta indagando la Dia. Il sospetto che si sta facendo sempre più strada in Molise è che il territorio sia stato letteralmente svenduto. Intanto i cittadini si preparano al prossimo 22 maggio. Dinanzi al Tribunale di Campobasso è già stata preannunciata una grossa manifestazione. Perché sembra ormai chiaro che di questa vicenda ora è la gente ad averne fin sopra le…”pale”.

 

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