Guardare il Molise dall’ “Albero di trenta piani” deve essere stato piuttosto facile per l’Adriano nazionale. E da quell’altezza la vista non deve essergli sembrata spettacolare. È stato così che il molleggiato ha fatto quello che da anni sa fare meglio: ne ha cantate quattro ai molisani. Nel nostro caso cantarne quattro non è solo un modo di dire. Nella sua recentissima canzone Ti fai del male (guarda il video), una sorta di inno contro l’astensionismo e che in questi giorni è super cliccata su You Tube, Celentano dedica una strofa proprio al Molise.
Dice il testo: “… E poi c’è anche il Molise che stanno uccidendo bombardato come un gruviera da quei fantasmi eolici che muovono il vento e se ne va un altro pezzo d’Italia è la fine dei paesaggi ma pare che ancora non basterà per distruggerlo del tutto”.
La canzone di Celentano sta diventando il cavallo di battaglia di Emilio Izzo, il segretario regionale della Uil Beni Culturali che da anni conduce una battaglia contro l’eolico selvaggio: a Izzo piace immaginare (e perché no… in fondo non costa nulla) che il molleggiato si sia interessato ai casi del Molise dopo aver letto le decine di comunicati scritti per mettere in guardia e lottare contro l’eolico selvaggio. Fiumi di inchiostro che potrebbero aver trovato nell’ex ragazzo della via Gluck il cantore ufficiale.
Ti fai del male, la canzone che sta spopolando su internet, potrebbe quindi essere un importante segnale. Ma la tutela dell’ambiente non passa solo dalla battaglia contro l’eolico selvaggio. Una denuncia arriva anche dall’associazione Fare Verde Molise che parla di una campagna elettorale intrisa di promesse per la salvaguardia dell’ambiente che si risolvono in genere nell’essere solo parole vuote. E la prova arriva proprio in questi giorni. L’associazione denuncia infatti una condotta molto poco ecosostenibile da parte dei candidati. In Molise si vota per le regionali oltre che per le politiche e Fare Verde denuncia le tonnellate di carta sprecata per manifesti, santini e volantini mai realizzati su carta ecologica. Senza contare le cassette postali intasate, le pattumiere piene e le strade trasformate in tappeti di carta.
Un capitolo a parte, ma sempre di inciviltà si tratta, meritano i metodi di affissione: non esiste rispetto degli spazi assegnati e a farla da padrone in questi giorni sono bande di attacchini improvvisati e prezzolati capaci di oscurare con la loro “opera” anche i manifesti funebri. Fare Verde denuncia anche lo spreco di energia elettrica. Le innumerevoli sedi elettorali nelle città e nei paesi sono lasciate illuminate ininterrottamente – quindi anche di notte – da potentissimi fari energivori. E questo non fa bene né all’ambiente, né alle tasche dei contribuenti.
Perciò, per rimanere diciamo così… in tema musicale, e per dirla con Celentano, evitiamo di farci del male perché anche i cittadini sono in grado di “cantarne quattro” ai loro amministratori.


