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Energia, preoccupazione per lo sviluppo agroenergie

Il Distretto Agroenergetico Lombardo esprime forte preoccupazione per il futuro delle agroenergie, in Lombardia come nel resto dell’Italia. Il Distretto contesta alcuni aspetti delle misure introdotte con il DL 66, che individua le coperture per la riduzione del cuneo fiscale.

La produzione di energia con l’utilizzo di biomasse prodotte in azienda è stata soggetta finora a fiscalità agricola. Il decreto legge introduce un utile presuntivo pari al 25% del fatturato e non commisurato all’effettiva redditività dell’attività stessa.

Per il Distretto si tratta quindi di una sostanziale riduzione retroattiva degli incentivi, peraltro stabiliti da normative precedenti sulle quali sono stati decisi investimenti privati e/o ottenuti finanziamenti dal sistema creditizio. Questa misura colpisce in modo discriminante soprattutto gli impianti di biogas. Gli introiti economici degli impianti a biogas non sono fissi e predeterminabili (come nel caso, ad esempio, degli impianti fotovoltaici), ma risentono di variabili come l’andamento dei raccolti o la disponibilità di sottoprodotti.

Tale elemento consentirà agli imprenditori (singoli o associati) di opporsi con ricorsi legali che avranno un’elevata probabilità di accoglimento, provocando peraltro costi elevati al nostro sistema Paese.

Il settore del biogas(sopra, una centrale di produzione) ha dato vita ad una filiera stimata con 20mila posti di lavoro ed ha portato in Italia un settore tecnologico avanzato, nel quale le industrie nazionali sono riuscite a acquisire una posizione di preminenza e a sviluppare competenze tecniche che oggi si stanno affermando anche sui mercati mondiali, in diretta concorrenza con la Germania, tradizionale leader in questo settore.

Se le disposizioni e gli effetti retroattivi sugli investimenti del DL 66 dovessero rimanere invariati, questo si dimostrerebbe, secondo il Distretto, un favore implicito alle grandi lobby oligopolistiche dell’energia.

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