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Energia low-carbon in Liguria fa rima con economia

I principali istituti di analisi italiani e internazionali hanno rilevato che nel nostro Paese, nel settore energia legata all’ambiente ci sono segnali di ripresa.

In Liguria, in particolare, è stata messo sotto la lente di ingrandimento il processo di riconversione dell’economia verso un modello low-carbon da un lato e dall’altro è stata analizzata la situazione del fotovoltaico, dell’eolico, dell’idroelettrico, delle biomasse, evidenziando le grandi potenzialità di queste fonti per la produzione energetica elettrica e termica.

Il lavoro riguarda uno studio che il WWF ha commissionato all’ENEA, sulle possibilità di una transizione verso un modello “Green”, che prevede l’utilizzo di tecnologie e sistemi tecnologici low-carbon in grado non solo di ridurre le emissioni di gas serra e limitare l’impatto dei cambiamenti climatici, come indicato dal recente accordo al COP21 di Parigi e dagli impegni europei ma anche promuovere l’efficienza energetica e, seguendo i principi di una economia circolare, favorire lo sviluppo e l’innovazione del sistema produttivo e l’incremento dei livelli occupazionali.

Complessivamente sono state prese in considerazione oltre 30 opzioni tecnologiche e su 15 di esse è stata effettuata una valutazione degli impatti energetici, ambientali, economici e occupazionali, arrivando ad una rosa di interventi, da poter promuovere in cinque settori strategici: le fonti rinnovabili elettriche, le rinnovabili termiche, lo sviluppo dell’accumulo elettrochimico in batterie, il risparmio nell’edilizia, la sostenibilità nel settore dei trasporti.

Secondo lo studio, l’insieme delle proposte, comporta una riduzione di emissioni di anidride carbonica, CO2, di circa 6 MtCO2/anno a regime, pari a circa 3,6 tCO2 eq. (tonnellate di CO2 equivalente) pro-capite, rispetto a una emissione nazionale media pro-capite di circa 7,1 tCO2 eq. In sostanza, la Liguria dimezzerebbe le sue emissioni pro capite. A livello di occupazione, verrebbero a crearsi circa 4.500 posti di lavoro, senza contare le opzioni che riguardano la sostenibilità nel settore dei trasporti, di difficile quantificazione sotto questo aspetto. Per la valutazione dell’occupazione si è fatto riferimento a quella diretta relativa a realizzazione, gestione e manutenzione degli impianti.

Quasi la metà dei nuovi posti di lavoro risultano legati allo sviluppo di fonti rinnovabili elettriche e termiche, settore nel quale, secondo le stime, potrebbero nascere 2.076 occupati. Tale sviluppo richiederebbe investimenti complessivi pari a 2,5miliardi di euro, di cui 103milioni di euro l’anno per le rinnovabili elettriche e 63milioni di euro l’anno per le rinnovabili termiche, per un totale medio annuo di 166milioni di euro. L’impatto occupazionale medio annuo sarebbe di 737 occupati per le rinnovabili elettriche e 1.339 per le rinnovabili termiche. Di fatto, in questo modo, il 40% dell’attuale domanda di energia elettrica regionale sarebbe soddisfatto da fonti rinnovabili per un valore pari a circa 2,5 TWh [Il terawattora (simbolo TWh) è un multiplo del wattora (Wh) ed equivale a 1.000.000.000.000 Wh (1012 Wh)].

Un altro settore dalle grandi potenzialità è la riqualificazione del parco edilizio: con un investimento di circa 209milioni di euro medio l’anno si creerebbero circa 2.186 nuovi posti di lavoro, intervenendo su più di 10mila appartamenti con una riduzione di consumi pari al 60% rispetto agli attuali. Sull’arco temporale di 15 anni il risparmio energetico complessivo, sarebbe alla fine del periodo, di 71 ktep pari a circa il 15% di riduzione dei consumi termici del residenziale.

Nell’insieme, nel settore delle fonti rinnovabili e della riqualificazione energetica degli edifici si avrebbe un’occupazione di circa 4.262 unità, che salgono a circa 4.500 se si considera l’occupazione associata allo sviluppo e gestione dell’accumulo in batterie.

Un contributo rilevante, infine, secondo ENEA, può venire anche dai trasporti: in particolare, prendendo in considerazioni quattro tipologie di intervento, quali auto elettriche, elettrificazione delle banchine portuali, promozione del traffico pubblico locale e del trasporto ferroviario da e per i porti, si possono ottenere a regime risparmi energetici di circa 310 ktep/a.

[Il tep è l’unità di misura convenzionale che rappresenta la quantità di energia rilasciata dalla combustione di una tonnellata di petrolio grezzo. I multipli sono Ktep (mille tep), Mtep (megatep, un milione di tep) e Gtep (gigatep, un miliardo di tep), in lingua inglese: Mtoe (megatoe, un milione di toe) e Gtoe (gigatoe, un miliardo di toe)].

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