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Energia, il risparmio incomincia dai serramenti esterni

Aumenti degli spessori e riprogettazione dei nodi dei serramenti in legno, eliminazione degli elementi che peggiorano le performance in quelle in pvc, aumento del taglio termico – cioè la parte interna che “spezza” la naturale trasmissione del calore e freddo – negli infissi in alluminio e sviluppi della componentistica (vetrazioni e guarnizioni molto performanti, soglie per le porte a taglio termico) sono le principali innovazioni che si stanno diffondendo nel mondo dei serramenti esterni. Legno, pvc ed alluminio ed i cosiddetti misti (mix dei materiali) sono i materiali con cui sono realizzati questi prodotti che contribuiscono a produrre il risparmio energetico. Ad esempio si possono realizzare serramenti in legno con copertura esterna in alluminio.

Informazione sulle nuove tecniche –  Un’esperienza degli operatori del settore è il consorzio Legnolegno di Reggio Emilia che, in collaborazione con la Cna, organizza annualmente a Bari una giornata in cui gli addetti ai lavori hanno la possibilità di confrontarsi. «Siamo in una fase economica – ha spiegato Stefano Mora, direttore del consorzio Legnolegno – di difficoltà. Stiamo notando, però, sviluppi interessanti per gli edifici con performance di risparmio energetico. Il serramento esterno è un componente della facciata molto importante perché è un elemento di criticità e dispersione di energia». Per questo il consorzio interviene a fianco dei produttori dei serramenti, per dare loro in primo luogo informazione e formazione sulle nuove tecniche di progettazione e costruzione degli infissi ed in secondo luogo gli strumenti operativi: dalle attività di prova di laboratorio e test per l’analisi delle prestazioni dei serramenti, fino agli ultimi servizi che prevedono test, verifica e misurazioni in cantiere con serramenti posizionati in modo da analizzare le performance del prodotto.

Il direttore generale del Consorzio Legnolegno, Stefano Mora

«Tutti i prodotti – sottolinea Mora – possono avere caratteristiche d’isolamento termico, purchè ben progettati e costruiti. Il mercato residenziale italiano è fatto prevalentemente di serramenti in legno. E’ chiaro che alcuni materiali, come l’alluminio, scontano una  problematica propria ed è un po’ più complicato ottenere performance elevante. Ci sono, a tal proposito, studi molto interessanti».

Unire più professionalità – A questo punto, secondo Pasquale Ribezzo, segretario Cna Puglia, «dobbiamo mettere insieme professionalità che confluiscono sull’abitare sostenibile e sulla qualità della vita. Non si tratta   dell’aspetto puramente costruttivo, o di quello impiantistico, ma di riunire le professionalità (dalla domotica sino ai materiali, agli impianti per il risparmio energetico) per ottenere il risultato finale che è quello di un risparmio energetico di edifici che abbiamo gli standard di civiltà, oltre che di coibentazione, per fare in modo che cresca una dimensione locale di questi saperi».

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