Energia e bollette: italiani a caccia di bonus e risparmio, ma non conoscono il mercato libero

risparmio bollette
La ricerca di parole come "bonus energia" sul web indica che è fortissima la richiesta di accedere alle agevolazioni per i consumi,

Cresce l’attenzione al green e all’energia sostenibile ma non tutti hanno le idee chiare e non sanno che il 2023 terminerà il mercato tutelato dell’energia. Due sondaggi di Semrush e Facile.it

Ambiente, comfort e risparmio sembrano essere il mantra di questo periodo, caratterizzato da difficoltà economiche. Ed è una tendenza che si sta manifestando con forza quando si guarda al mercato dell’energia in Italia.

Cerca sul web “bonus energia”

Questo è quanto emerge dall’indagine sulle ricerche online effettuate dagli utenti italiani negli ultimi due anni, condotta da Semrush, piattaforma di Saas per la gestione della visibilità online, in collaborazione con Revoluce, startup di fornitura energetica innovativa. I dati dicono che è fortissima la richiesta di accedere alle agevolazioni per i consumi, viste le difficoltà economiche che la pandemia ha provocato per moltissime persone. L’item “bonus energia”, infatti, è cresciuto del 28% circa nel 2020 rispetto al 2019, mentre “come risparmiare energia” e “come risparmiare gas” crescono rispettivamente del 40% e del 17% sull’anno precedente. Ma a far registrare il tasso di crescita maggiore sono le parole chiave “bonus bollette”, cresciuto del 376% in un anno, con un picco di 3.600 digitazioni a luglio 2020, e un ritorno di fiamma a gennaio 2021 con 2.400.

 Energia sostenibile, ricerca al top in rete

Non solo risparmio, però, ma anche attenzione alla sostenibilità. Nel 2020 sono aumentate del 60% le ricerche contenenti la parola chiave “energia sostenibile” e addirittura dell’88% quelle relative all’item “energia sostenibile”.

Secondo gli esperti il fatto che sia aumentata molto sul web la ricerca  di agevolazioni economiche deve essere letto come la conferma delle difficili situazioni economiche di molte famiglie alle prese con riduzione o perdita del lavoro e cassa integrazione. Consola però l’attenzione verso fonti di energia sostenibile, perché considerate più economiche oltre che più pulite.

Mercato libero o tutelato? 7 milioni di italiani non lo sanno

C’è un problema che complica ulteriormente il rapporto tra gli italiani e le bollette dell’energia, e questo è la scelta del gestore di energia. Attualmente per famiglie e piccole imprese che non hanno ancora scelto un venditore nel mercato libero è in vigore il  mercato tutelato, vale a dire l’insieme dei servizi di fornitura di energia elettrica e gas naturale con condizioni contrattuali ed economiche definite dall’Autorità – ARERA. La fine di tale regime, prevista per l’inizio del 2022, è stata rimandata al primo gennaio 2023, e forse questo è un bene se si considera che quando si parla di mercato libero o tutelato sono ancora molti i consumatori con le idee poco chiare. A questo proposito l’indagine commissionata da Facile.it  a mUp Research e Norstat e realizzata su un campione rappresentativo della popolazione nazionale ha mostrato che addirittura 7 milioni di italiani non sono in grado di dire se il loro contratto di luce o gas sia con un operatore del mercato libero o nel servizio di maggior tutela.

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Secondo un sondaggio di Facile.it sono addirittura 7 milioni di italiani non sono in grado di dire se il loro contratto di luce o gas sia con un operatore del mercato libero o nel servizio di maggior tutela.

La situazione migliora solo di poco se ci si rivolge agli intervistati che hanno dichiarato di essere nel mercato tutelato; tra loro il 35,4% ha dichiarato di non essere a conoscenza della fine di questo regime. La percentuale arriva addirittura al 41,8% tra i rispondenti residenti nelle regioni del Centro Italia.

Fine del mercato tutelato…chi non sa e chi non si attiva

Analizzando nel dettaglio le risposte degli intervistati che hanno un contratto nel mercato tutelato emerge che, forse a causa dei numerosi rinvii che si sono susseguiti nel corso degli ultimi anni, quasi 1 su 2 (49,5%) ha dichiarato di non essersi ancora attivato per trovare un’alternativa nel mercato libero, pur sapendo della fine del regime di tutela.

Scomponendo il campione a livello territoriale emerge che i più pigri sembrano essere i residenti nelle regioni del Sud Italia e nelle Isole; tra loro più di 1 su 2 (50,8%), pur sapendo del termine del servizio di maggior tutela, non si è ancora adoperato per passare al mercato libero.

Il 2023 sembra lontano me è sempre meglio informarsi e attivarsi il prima possibile per il passaggio al mercato libero; non solo per non farsi trovare impreparati all’appuntamento, ma soprattutto perché il passaggio può comportare importanti risparmi sulla bolletta. Va ricordatosi può cambiare regime in qualunque momento e senza ulteriori costi. Inoltre non è previsto alcun intervento sulla linea e non vi sono interruzioni nella fornitura di luce o gas.

 

 

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