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Emergenza rifiuti, la protesta di via Parini

Gli automobilisti cercano con cura di evitare i rifiuti piazzati al centro della carreggiata con un misto di incredulità e disgusto. Qualcuno rallenta, chiede spiegazioni ai passanti, qualcun altro finge di ignorare l’ostacolo: ha fretta o, più semplicemente, non vede l’ora di cambiare aria; quindi suona il clacson e prosegue oltre. Ancora c’è chi, tra rabbia e rassegnazione, sbotta: «Foggia farà la stessa fine di Napoli!». Ed in effetti, fatte le dovute proporzioni, l’emergenza rifiuti sembrerebbe legare a doppio filo il capoluogo dauno con l’hinterland della città partenopea, anche se la situazione riportata è stata creata ad hoc da alcuni cittadini foggiani, ma non è molto lontana dalla realtà quotidiana. E’ la protesta messa in atto dai residenti di via Parini, i quali hanno deciso di sparpagliare lungo la strada i numerosi sacchi della spazzatura che da giorni non vengono ritirati dagli addetti dell’azienda Amica e fanno bella mostra di sè accanto ai cassonetti stracolmi.

Alessandra Saponaro

La protesta. Decine e decine di sacchetti della spazzatura hanno letteralmente occupato, nelle giornate di martedì e mercoledì, le carreggiate di quella via creando non pochi disagi al traffico e mostrando a tutti – sfacciatamente – la situazione in cui vivono i residenti di quella zona. Una protesta bizzarra, provocatoria, eclatante. Sono stati tanti gli aggettivi usati per definirla. Frutto dell’esasperazione dei cittadini di via Parini, ideale spartiacque tra il Cep e la zona Ordona Sud, due quartieri alla periferia di Foggia, che condividono gli stessi disagi causati dal protrarsi del mancato ritiro dei rifiuti urbani. La loro maggiore preoccupazione è il rischio epidemie. L’impennata delle temperature degli ultimi giorni, infatti, ha accelerato il processo di marcescenza della spazzatura: i sacchetti sono gonfi e maleodoranti. La puzza, specie nelle ore centrali del giorno, è insostenibile e le strade si popolano di topi, insetti e animali randagi. Una situazione che, se ulteriormente prolungata, oltre ad offendere la coscienza civile potrebbe turbare l’ordine pubblico.

I problemi dell’Amica sono noti a tutti. L’ex municipalizzata è in affanno e, con i mezzi a sua disposizione, non è in grado di offrire un servizio idoneo a coprire il territorio dell’intera città e delle borgate di competenza. Inoltre, i mezzi a disposizione dell’azienda sono vecchi ed obsoleti, molti dei quali sono perennemente fuori uso (al momento sono operativi 4 mezzi su 12). E le conseguenze di ciò sono sotto gli occhi (ed il naso) di tutti. «Le gravi e reiterate inadempienze nella raccolta dei rifiuti stanno causando molti disagi, non ultimi, quelli lamentati dai commercianti che non riescono a smaltire gli imballaggi che da tempo non vengono ritirati», spiega Alessandra Saponaro, consigliere della terza circoscrizione “Sud”. Sarebbe necessario, secondo Saponaro «riconoscere lo stato di emergenza nel settore dello smaltimento dei rifiuti e predisporre nelle periferie dei siti di stoccaggio e di raccolta, in modo da offrire ai cittadini, nei casi di criticità (rottura contemporanea di più mezzi, così come frequentemente accade), un luogo per lo sversamento di rifiuti, lasciare alla città una parvenza di dignità».

Emergenza rifiuti Foggia

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