Emendamento Tutolo, Dino Borri: “Vergognosa cementificazione del territorio della Puglia”

Il prof. Dino Borri è un urbanista, docente di tecnica e pianificazione urbanistica al Politecnico di Bari e assessore alla pianificazione e qualità del territorio del Comune di Brindisi

Nostra intervista con l’urbanista Dino Borri. “Presumibile violazione costituzionale dalla nuova legge urbanistica regionale”

Sta facendo molto discutere il cosiddetto “Emendamento Tutolo”( dal nome del consigliere regionale Antonio Tutolo, del gruppo Misto, che lo ha proposto) una modifica alla legge urbanistica regionale 56 del 1980, proposta dal consigliere Antonio Tutolo e approvata all’unanimità dal Consiglio regionale pugliese. Il consiglio regionale ha approvato all’unanimità  anche un emendamento a firma del consigliere Ruggiero Mennea, che permette di incrementare l’indice di fabbricabilità fondiaria fino a 0,1 mc/mq.

Questa che ormai risulta una legge formalmente approvata, non è ancora operativa perché non è stata pubblicata sul Bollettino Ufficiale della Regione Puglia. La giunta intanto lavora per un nuovo disegno di legge che porterebbe al superamento della legge e si parla, per una sua promulgazione, di metà dicembre, ma c’è anche la possibilità che venga dichiarata incostituzionale. Ci si chiede infatti se una legge regionale possa modificare disposizioni non più vigenti, dato che le disposizioni dell’art. 51 della L. R. n.56/80 sono decadute con l’approvazione del Piano Territoriale (PUTTT/P; PPTR), come confermato da sentenze di Cassazione.

Questa legge, ricordiamo in attesa di approvazione definitiva, presenta molti punti oscuri. Ne abbiamo parlato col professor Dino Borri, urbanista, docente di tecnica e pianificazione urbanistica al Politecnico di Bari e assessore alla pianificazione e qualità del territorio del Comune di Brindisi.

L’intervista

 Professor Borri, Il consiglio regionale ha approvato lo scorso 9 novembre, insieme alla proroga del Piano-casa, il cosiddetto “Emendamento Tutolo” che così è diventato legge regionale. La proposta di Legge urbanistica prevede nuove norme nella tutela e nell’uso del territorio. Quale è il suo parere?

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Il consigliere regionale Antonio Tutolo, autore dell’emendamento alla legge Urbanistica regionale approvata poco meno di un mese fa dal Consiglio regionale (foto Facebook)

” Questa legge, approvata sorprendentemente dal Consiglio regionale, presenta varie gravi criticità per gli impatti anzitutto di consumo di suolo agricolo e di suolo naturale che genererà sull’intero territorio regionale, ma anche per la presumibile violazione costituzionale compiuta dalla nuova legge urbanistica regionale delle Puglia del dictatum della legge urbanistica nazionale 1150/1942 integrata dalla legge nazionale 765/1967, questa a sua volta integrata dal DM 1444/1968, decreto che tra l’altro fissa limiti di densità edilizia in particolare nelle zone agricole.”

 “In Puglia insincera spinta alla edificazione”

 Guardiamola nel dettaglio allora questa nuova legge urbanistica.

” La legge regionale approvata il 9 novembre ammette la realizzazione in zona agricola di nuovi fabbricati laddove necessari alla conduzione del fondo e all’esercizio dell’attività agricole e delle attività a esse connesse obbligando il proponente a provare l’esigenza di nuovi fabbricati e l’inesistenza di alternative a questi unicamente presentando “ un piano di sviluppo aziendale e/o di riconversione e/o di ammodernamento dell’attività agricola, asseverato da tecnico abilitato e a condizione i nuovi fabbricati si realizzino all’interno o in adiacenza ai centri aziendali”.

“Forse si fa riferimento ad una forma di agriturismo generalizzato? Per queste ultime attività, “connesse” come dice la nuova legge a quelle agricole, si registra diffusamente in Puglia una spesso insincera spinta alla edificazione che maschera usi residenziali diffusi esterni alle città con grave e dissennato consumo di suolo agricolo e di suolo ambientale e con gravi conseguenze economiche e ancora una volta territoriali per i comuni coinvolti: sono infatti necessarie nuove infrastrutture e strutture di servizio dalla viabilità all’elettricità, all’acqua e alla fogna, e alle scuole. O forse la legge si riferisce a capannoni per industria di trasformazione di prodotti agricoli? Questi dovrebbero sempre farsi in zone industriali o agro-industriali con più alti indici di densità edilizia più prossime alle città per evitare consumo di suolo agricolo e di suolo ambientale e per evitare inquinamenti ambientali da mobilità da trucks nelle campagne.

“Un altro punto oscuro riguarda la asseverazione da parte di un tecnico abilitato dei piani di sviluppo presentati: si può immaginare la difficoltà di esercitare un controllo effettivo e efficace del consumo di suolo agricolo e ambientale che i comuni devono operare sostanzialmente su autodichiarazioni dei proponenti.”

“Una serie di violazioni”

 Nel testo attualmente circolante della legge si parla di “Interventi in aree individuate dal Piano Paesaggistico Territoriale Regionale”: cosa significa?

” Significa che si consentono, previa deliberazione del consiglio comunale, gli interventi di cui agli artt. 3 e 4 della legge regionale 14/2009 (Misure straordinarie e urgenti a sostegno dell’attività edilizia e per il miglioramento della qualità del patrimonio edilizio residenziale) in aree individuate dal PPTR Puglia “alle condizioni che l’intervento sia conforme alle prescrizioni, indirizzi, misure di salvaguardia e direttive dello stesso PPTR e che siano acquisiti nulla osta, comunque denominati, delle amministrazioni competenti alla tutela paesaggistica“.

“Ne consegue una generalizzazione delle possibilità di interventi di edilizia residenziale diffusi sul territorio al di fuori delle zone omogenee dei piani regolatori generali: e questa è un’altra violazione costituzionale rilevante, perché questa è materia disciplinata con precisione del dictatum della già citata legge urbanistica nazionale 1150/1942 e successive integrazioni, la quale prescrive che gli interventi possano svolgersi all’unica condizione di una deliberazione del consiglio comunale e di conformità al PPTR nei suoi aspetti paesaggistici.

“Da precisare che il PPTR è piano paesaggistico-territoriale di indirizzo, non di vincolo diretto dei piani urbanisti locali, mentre le conformità degli interventi agli aspetti e indirizzi paesaggistici sono com’è noto attestate da un mero parere locale di consiglio comunale e Ministero della Cultura.”

 Ancora, la nuova legge urbanistica della Puglia parla di ampliamento delle attività produttive.

In pratica vengono estese senz’alcun limite di superficie coperta e di volume le possibilità di ampliamento degli edifici per le attività produttive. Anche in questo caso la procedura è incostituzionale poiché nei piani regolatori generali i relativi indici urbanistici sono soggetti ai limiti di densità edilizia fissati dalla legge urbanistica nazionale 1150/1942 e successive integrazioni –

“La legge regionale approvata poco meno di un mese fa esenta dalla procedura di variante urbanistica gli ampliamenti fino al 20% delle attività produttive. Anche questa è una procedura incostituzionale poiché ancora una volta si aggirano e violano in aumento gli indici urbanistici dei piani regolatori senza assoggettare questi alla obbligatoria procedura di variante fissata dalla LN 1150/1942, una legge tra l’altro garantista degli interessi collettivi attraverso un meccanismo di pubblicazione e osservabilità degli atti di variante, e che stabilisce che sia i piani regolatori sia le varianti devono seguire l’identica procedura.

“Innalzamento indiscriminato e sregolato delle densità edilizie nel territorio”

Passiamo alla parte della legge relativa alle “Integrazioni all’art. 12 della l. r. 20/2001”

consiglio regionale puglia
Il consiglio regionale ha approvato lo scorso 9 novembre, insieme alla proroga del Piano-casa, il cosiddetto “Emendamento Tutolo” che così è diventato legge regionale. La proposta di Legge urbanistica prevede nuove norme nella tutela e nell’uso del territorio

“Si potrebbe dire in relazione al differente punto di vista di chi commenta dulcis in fundo come in cauda venenum…”

 Perché?

” Perché si moltiplica per oltre tre volte (per la precisione 3,33 volte) la densità edilizia massima pari 0,03 metri cubi/metro quadrato di territorio agricolo, fissata dalla legislazione urbanistica nazionale, ancora una volta in modo incostituzionale, perché proprio la legge urbanistica nazionale  contempera le esigenze abitative di chi vive ed è attivo in agricoltura in campagna con le esigenze di contenimento dell’uso improduttivo del suolo e di sviluppo della dimensione produttiva dell’agricoltura.

“Ciò peraltro vien fatto da Regione Puglia in modo, mi consenta di dirlo, dissennato, incoerente, e di spregio alla missione 2 del PNRR (Rivoluzione verde e transizione ecologica, ndr), visto che la lotta alla cementificazione di territorio non ancora urbanizzato è divenuta centrale accanto a quella dell’abbandono della produzione di energia da fonti fossili nella strategia ambientale planetaria (si veda la recentissima COP 26, in cui tra l’altro il Governo Italiano ha sottoscritto formalmente l’impegno in tale direzione) contro il Riscaldamento Globale e il conseguente Cambiamento Climatico generati dall’estensione indiscriminata della cementificazione e della urbanizzazione.”

 Professore, come andrà a finire?

“Si attende da circa un mese la pubblicazione dell’anticostituzionale oltre che economicamente dissennata (nell’attuale stagione di transizione ecologica e economica e digitale) legge regionale, una legge volta in tutta evidenza a una vergognosa cementificazione del territorio della Puglia, una delle maggiori regioni agricole dell’Italia (la Puglia è prima in Italia per produzione cerealicola granaria, olivicola, e viticola). Ma per fortuna questa legge pare contenga un punto che dà possibilità ai Comuni di discostarsi dall’innalzamento indiscriminato e sregolato delle densità edilizie nel territorio.”

ANCI, dove sei?

L’associazione Sviluppo Sostenibile, di cui il prof. Borri fa parte, promette battaglia, e ha già fatto girare una nota molto dettagliata in cui espone tutti i punti deboli della legge – in attesa di approvazione, va ricordato.

Anche la Consulta dell’ambiente del Comune di Bari si è espressa a riguardo con toni molto critici, e lo stesso stanno facendo altre associazioni. Ma si vuole andare ancora oltre. I destinatari finali dell’appello affinché la legge non passi sono i sindaci dei comuni pugliesi, il presidente dell’ANCI Puglia, Domenico Vitto, sindaco di Polignano, e il Ministro ai beni architettonici culturali e del territorio Dario Franceschini: perché tutti, dai comuni alle istituzioni, ai cittadini, possono mobilitarsi per fermare questo che per molti è un attentato al paesaggio.

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