Elezioni al Politecnico di Bari, quanto sarà ‘green’ il nuovo rettore?

Il 28 giugno prendono il via le operazioni di voto per l’elezione del rettore del Politecnico di Bari. È una sfida a 5: vediamo il programma dal punto di vista della sostenibilità ambientale.

Innovativo, tecnologico ed efficiente, certo. Ma il nuovo Politecnico di Bari deve avere anche un’altra peculiarità: essere green. E sostenibile. A pochi giorni dalle elezioni del rettore del Poliba per i prossimi 6 anni, si possono analizzare le linee programmatiche dei cinque candidati. Sarà infatti una corsa tra Riccardo Amirante, Francesco Cupertino, Umberto Fratino, Orazio Giustolisi e Mario Daniele Piccioni. Ed ecco quanto spazio, nelle loro linee programmatiche e nella campagna elettorale, stanno dedicando alla sostenibilità.

Politecnico di Bari: la sostenibilità è prioritaria

“Quando si scrive un programma elettorale, in realtà si riesce solo a formulare una sintesi. Detto questo, per me la sostenibilità è prioritaria“. Parola di Francesco Cupertino, che ha anche già indicato una sua proposta: “Nominare un delegato alla mobilità sostenibile, anche perché può essere importante per cogliere possibilità di finanziamenti. Se portiamo risorse trasformiamo il Politecnico in un luogo migliore”.

Per Cupertino è evidente la necessità di “laboratori a cielo aperto” e l’impegno a “ristrutturare e riqualificare ma all’insegna dell’ efficienza energetica”.  Le fonti di ispirazione non mancano. “Dobbiamo guardare oltre e fare sperimentazione.
E se dovessi indicare qualche modello, le università tecnologiche del Nord Europa devono guidare nella scelta dei temi e delle innovazioni da apportare”. Il tutto per riuscire a creare un “connubio tra bellezza estetica, sostenibilità e alta tecnologia”.

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Politecnico di Bari: obiettivi dell’Agenda 2030

Anche Riccardo Amirante ha dedicato all’ambiente una parte delle sue linee programmatiche. Perché “l’approvazione dell’Agenda 2030 con i suoi 17 obiettivi di sviluppo sostenibile rappresenta per ciascuna persona, per ciascun Paese e per ciascuna istituzione, anche per il Politecnico di Bari, un elemento di imprescindibile confronto e un punto di riferimento nella individuazione delle politiche da perseguire e nelle azioni da implementare”.

Da qui l’idea che “perseguire lo sviluppo sostenibile nelle Università non è evidentemente solo una questione politica. Richiede, invece, piani d’azione che siano accompagnati da interventi concreti e duraturi”.

E così “bisogna potenziare il ‘Progetto per lo sviluppo sostenibile dell’Ateneo’. Il Politecnico di Bari deve costruire un dialogo proficuo con il proprio territorio e considerarsi a servizio dello sviluppo sostenibile, anche impegnandosi a rendere il proprio campus e le proprie strutture sempre più green e sostenibili”.

Aiutando così gli studenti a sviluppare una serie di competenze utili a vivere in un mondo complesso e in evoluzione. “Il bilancio ambientale assicura la trasparenza amministrativa e sollecita la partecipazione dei membri della comunità universitaria generando la consapevolezza dell’importanza della sostenibilità per generazioni presenti e future”.

Politecnico di Bari: rilancio delle azioni ambientali

Non manca neppure in Umberto Fratino il richiamo alla sostenibilità. E per farlo si sposta un po’ più a sud. Dedicando il suo pensiero al futuro del Politecnico a Taranto. “Nella mia visione, il convinto rilancio delle nostre azioni formative, culturali, sociali e ambientali nella sede di Taranto è obiettivo strategico, non negoziabile”.

Il futuro a Taranto non passa solo dal consolidamento del rapporto con le istituzioni e le realtà produttive locali. “Puntare decisamente su Taranto, pianificare investimenti, impegnare risorse umane e economiche deve essere una priorità della nuova governance. Questa scelta non può prescindere dalla consapevolezza che esiste la necessità di offrire servizi che siano adeguati agli standard di una università del terzo millennio, cosa che la nostra attuale sede non può garantire. Esiste un’ipotesi che, attraverso un percorso impegnativo ma realistico, potrebbe dare corpo a un’idea diversa di comunità che raccolga le speranze e le necessità dei protagonisti (studenti, personale e docenti) in nuovi spazi di questa bellissima città”.

Il presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, al Politecnico di Bari per inaugurare l'anno accademico
Il presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, al Politecnico di Bari per inaugurare l’anno accademico

Politecnico di Bari: Orazio Giustolisi

Punta a ricoprire una carica contemporaneamente “scomoda e comoda, per quanto di buono fatto nell’ultimo sessennio da Eugenio di Sciascio”. Orazio Giustolisi inquadra il suo impegno “in un momento di grandi cambiamenti della società che dovranno essere interpretati”.

Cambiamenti che richiederanno al Politecnico una pianificazione dinamica e flessibile. “Richiederà il non appiattirsi su quanto di buono fatto fino ad ora, ma di avere il coraggio di perfezionarlo mettendo in campo la migliore indole del Ricercatore”. Ed è per questo che Giustolisi rivendica con orgoglio le sue pregresse esperienze. Come lo spin-off IDEA RT, un provider di innovazione per le Società di Ingegneria e per i Gestori del Servizio Idrico Integrato. IDEA-RT ha come mission il trasferimento della ricerca scientifica “just in time” attraverso l’innovazione continua degli strumenti di analisi, pianificazione e gestione dei sistemi idraulici come di data-modelling/science.

Politecnico di Bari: Mario Daniele Piccioni

Una sostenibilità ambientale che per Mario Daniele Piccioni va ricercata in laboratori e figure tecniche.  “Credo sia urgente rilanciare con decisione una efficace azione in termini di risorse verso i laboratori: didattici, di ricerca, di pubblica utilità, di servizio per il territorio. Occorre – con particolare urgenza – valorizzare i nostri tecnici qualificati, disegnando e inquadrando le figure di tecnico con particolari professionalità rivolte alle attività istituzionali. E, in parallelo, procedere a colmare le lacune di personale con efficaci azioni di reclutamento”.

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