Elezioni europee 2024,WWF: Ancora possibile una legislatura europea per la transizione ecologica

Quale Europa dopo le elezioni?

Tra forte astensione e crescita dei nazionalismi, la maggioranza parlamentare che ha dato vita al Green Deal ancora regge. L’associazione del Panda: “Ora tocca ai leader europei avere il coraggio di dare continuità alla transizione”

 

WWF Italia è chiaro: “Dopo una campagna elettorale contrassegnata da mirabolanti fake-news su clima e ambiente, propagandate dalle forze estremiste e nazionaliste in tutta Europa che hanno fatto da cassa di risonanza agli interessi delle potenti lobby legate ai combustibili fossili, i cittadini europei hanno ridisegnato il panorama politico a Bruxelles dando spazio alle preoccupazioni più profonde per la loro sicurezza economica e sociale. Nel frattempo, però, la crisi ambientale e climatica non si ferma con gli slogan: il Copernicus Climate Change Service, finanziato dalla Commissione europea, ha attestato che il mese di maggio 2024 è stato il maggio più caldo mai registrato a livello globale, con una temperatura media globale dell’aria superficiale di 0,65°C superiore alla media del 1991-2020, segnando il dodicesimo mese consecutivo con una temperatura media globale record per il mese corrispondente”.

WWF: “Il Green Deal non è a rischio, ma….”

E’ l’inizio di una lunga nota con cui l’associazione, che si è spesa moltissimo per chiarire le aspettative dei cittadini europei e le posizioni dei partici che siedono a Bruxelles in tema di ambiente e sostenibilità, analizza il voto di questi giorni e ipotizza i prossimi scenari.

Sono oltre 360 milioni i cittadini europei chiamati alle urne per4 le elezioni dal 6 al 9 giugno

“I risultati elettorali aggregati prospettano una maggioranza a favore del Green Deal più limitata, ma che resta possibile e auspicabile proprio per dare una risposta concreta alle preoccupazioni generate da un clima che cambia sempre più velocemente con gravi conseguenze sulla stabilità sociale, economica e finanziaria degli europei”, scrive il WWF nella nota, e continua “È evidente che puntare sulla sostenibilità ambientale stimoli la nostra economia e rappresenti un importante fattore di crescita dell’occupazione”.

In effetti sono più di 5,1 milioni  (e i numeri cono in crescita) gli occupati in Europa nei settori green. Gli investimenti nell’energia pulita hanno contribuito a quasi un terzo della crescita del PIL dell’Unione europea nel 2023, per cui, puntualizza il WWF, “è sconcertante ignorare questi dati e continuare a difendere gli interessi di quelle industrie che hanno contribuito al caos in cui ci troviamo oggi”.

Astensionismo nuovo partito in Italia

L’analisi non poteva non toccare la situazione italiana e l’astensionismo record che ha portato il 50,3% di nostri connazionali, più di uno su due,  a disertare le urne. Astensionismo riconducibile alla rassegnazione di molti che non hanno trovato un’alternativa adeguata e all’altezza delle loro aspettative. Ma se questo è un elemento fortemente negativo c’è anche la bella notizia dei tanti  under 30 che hanno premiato con il loro voto le forze politiche più attente a clima e ambiente, indicando chiaramente quali sono le aspettative delle generazioni più giovani per il futuro dell’Europa.

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Di Tizio: “Quali scelte farà il Governo italiano”?

Luciano Di Tizio, presidente del WWF Italia

Luciano Di Tizio, Presidente del WWF Italia, dichiara: “Come WWF abbiamo seguito queste elezioni con una particolare attenzione, creando l’Osservatorio “Natura chiama Europa” che ha prodotto analisi e dossier, confrontandosi con le forze politiche e tante altre componenti della società civile. Il voto di ieri non ci ha sorpreso: l’Europa si ritrova impaurita davanti alle enormi sfide che dovrà affrontare nei prossimi anni, a partire dalla transizione ecologica. I cittadini europei chiedono maggiore sicurezza e un futuro più prospero: obiettivi che potranno essere raggiunti solo se si confermerà la scelta di una giusta transizione ecologica che non penalizzi le fasce delle popolazioni che già oggi sono in sofferenza per motivi che nulla hanno a che fare con il percorso tracciato dal Green Deal. Il nuovo Parlamento europeo e la nuova Commissione non potranno ignorare questa enorme sfida, anche per le future generazioni. Ma saranno soprattutto i Capi di Stato e di Governo a indicare la rotta”. E qui una chiara richiesta al Governo italiano: “Vedremo quali scelte vorrà adottare il Governo italiano che finora si è quasi sempre opposto all’avanzamento delle politiche ambientali in Italia e in Europa. Questa scelta, se non vi sarà un cambio di rotta, avrà effetti disastrosi sulla protezione dell’ambiente, ma anche sulla salute e sulla sicurezza di tutti i cittadini”.

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