Elettrica, ibrida, benzina, diesel o a idrogeno: qual è l’auto più green?

Foto di Davgood Kirshot da Pixabay

Oggi si punta sulla mobilità green per abbassare i livelli di smog, ma il motore elettrico è davvero così ecologico?

Il settore dell’auto è considerato unanimemente la causa principale dell’inquinamento atmosferico, ma bisogna chiarire alcuni passaggi. Per fare un’auto bisogna estrarre le materie prime, lavorarle, fino a diventare parti meccaniche ed elettroniche da assemblare in grandi impianti. Per fare ciò, servono macchinari realizzati con gli stessi processi delle auto. Ma tutti i procedimenti richiedono energia che proviene da svariate fonti, rinnovabili o non rinnovabili, inquinanti o green.

Perciò, in questo sistema circolare è difficile identificare il prodotto finale come green o inquinante, perché in ogni singolo passaggio avviene una “contaminazione inquinante”. Può avvenire persino nel trasporto dei materiali.

La ricerca di Altroconsumo

Foto di Rudy and Peter Skitterians da Pixabay

Secondo Altroconsumo l’auto elettrica è la scelta più sostenibile e conveniente. Per «individuare il costo complessivo di ogni tipo di veicolo sono state analizzate diverse voci: la svalutazione nel tempo (incentivi inclusi), l’iva, i rifornimenti di carburante o ricariche di elettricità, le tasse, i costi di assicurazione e di manutenzione ordinaria. Tenendo conto di questi criteri, l’auto elettrica si piazza al primo posto in termini di convenienza e si stima che lo possa mantenere anche con l’andare del tempo (prossimi 10 anni). Il suo costo medio di possesso è, infatti, pari a circa 74mila euro. Segue l’ibrido ricaricabile (a condizione di effettuare ricariche elettriche frequenti) a 77mila euro, poi il diesel (oltre 78mila euro) e, infine, la benzina (85mila euro)». Per quanto riguarda il mercato dell’usato, «emerge che l’auto elettrica è una scelta che conviene anche se di seconda o terza mano, in quanto presenta valori minori o simili ad alte opzioni più inquinanti e garantisce comunque un risparmio nel tempo con costi delle ricariche più bassi, tasse più leggere e costi di manutenzione minori. Per quanto riguarda le ricariche, si è considerato di poterle eseguire a casa, ma, anche considerando di ricaricarla alle colonnine pubbliche, l’auto elettrica rimane competitiva rispetto a quella a benzina».

Altroconsumo ha anche «lanciato la piattaforma MILE21. È un progetto europeo, cofinanziato dal programma LIFE+ dell’Unione Europea, che permette ai consumatori di calcolare e tenere monitorati i consumi e le emissioni di CO2 della propria automobile e ricevere consigli su come migliorare le proprie abitudini di guida, riducendo l’impatto ambientale e risparmiando anche a livello di costi».

L’analisi di Automobile.it

Foto di Goran Horvat da Pixabay

Sito di annunci automobile.it sostiene che oggi un automobilista può scegliere tra motore elettrico, ibrido, benzina, diesel e idrogeno. Le vetture ibride hanno due propulsori, uno a benzina o diesel e l’altro elettrico. L’attività sinergica riduce i consumi e le emissioni nocive. Sono 4 le principali motorizzazioni ibride: Micro Hybrid (non hanno un motore elettrico adibito alla trazione ma un impianto elettrico più efficiente, il dispositivo Start&Stop permette il recupero di energia durante la sosta); Mild Hybrid (il motore elettrico entra in funzione solo in alcuni momenti, come la marcia a basse velocità e l’accensione e sono più economiche rispetto alle full e alle plug-in); Full Hybrid (il motore elettrico funziona sia in autonomia che in sinergia con quello termico, mentre la batteria si ricarica sfruttando l’energia prodotta dal motore termico e dalle decelerazioni); Plug-In Hybrid (il motore elettrico può garantire fino a 50/60 km di autonomia, mentre la batteria si ricarica con una presa domestica o una colonnina. Attualmente è la tecnologia più performante).

L’auto elettrica, molto silenziosa, ha la necessità di ricaricare le batterie perché non ha il propulsore termico, invece l’auto ibrida ricarica le batterie al litio durante la marcia o in frenata.

Intanto, la Suzuki ha realizzato un’auto ibrida associando la doppia alimentazione benzina GPL al motore elettrico, inserendo un serbatoio GPL. Stessa cosa con il metano, ma le prestazioni sono ridotte e non è in commercio.

Idrogeno e stazioni di servizio

Le auto a celle di combustione ad idrogeno generano energia elettrica che permette la locomozione, ma lo scarto prodotto è acqua pura.

L’approvvigionamento del carburante, la rete di distribuzione e i costi di produzione incidono sul costo di CO2 e sul sistema: se elettricità e carburanti fossili sono ovunque, la rete idrogeno è assente.

Chi inquina meno?

In conclusione, la benzina inquina, il gasolio sporca, se non proviene da biomasse o sostanze naturali, l’elettrico è green, ma l’elettricità non proviene solo da fonti rinnovabili, le batterie sono estremamente inquinanti e hanno una durata molto limitata nel tempo e nella percorrenza, e l’idrogeno è sostenibile, ma manca la rete di distribuzione e ha costi ancora molto elevati.

Questo immenso circuito è ancor oggi sorretto da sistemi poco o per nulla sostenibili. Quindi, materialmente, non esiste al momento un motore totalmente green.

Articoli correlati