Efficienza energetica non cresce in Italia

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I dati 2020 relativi all’efficientamento energetico degli immobili sono stabili, ma gli obiettivi UE 2030 e 2050 sono ancora lontanissimi. Servono maggiori interventi

L’efficienza energetica in Italia non è di casa. Ancora troppi edifici in classe energetica G. A darne notizia è l’ENEA, analizzando il risultati del monitoraggio avvenuto nel corso del 2020 insieme all’Istituto per la Competitività (I-Com) e alla Federazione Italiana degli Agenti Immobiliari Professionisti (FIAIP). Il dato emerge da un campione di oltre 550 agenti immobiliari professionali. Il risultato finale, comunque, può essere stato condizionato dall’introduzione degli incentivi fiscali per gli interventi di efficienza energetica e antisismici degli edifici e dal Superbonus del 110%.

Nonostante ciò, non c’è stata un’accelerazione sull’adeguamento energetico degli impianti secondo le linee dell’UE. Evidentemente, la crisi economia causata dal Covid ha provocato una forte contrazione del mercato immobiliare, frenando le compravendite e le ristrutturazioni, invertendo la tendenza degli anni precedenti.

Per quanto riguarda il nuovo, il dato 2020 conferma l’andamento dell’anno precedente, anche perché le nuove costruzioni rispettano gli elevati standard imposti dall’UE in materia di efficienza energetica. Le ristrutturazioni, che rappresentano un passaggio importante per l’adeguamento della qualità energetica, invece, hanno ottenuto un calo, dal 36% del 2019 al 30% del 2020, che non preoccupa ma che potrebbe diventare un problema se dovesse continuare, alla luce anche dei vari incentivi statali.

Per quanto riguarda le classi energetiche, quelle più ricercate sono classificate tra D-G, dall’85% dei monolocali al 74% delle villette a schiera. Spiccano le villette a schiera (16%) e le ville unifamiliari (11%) tra le classi A1-A4. Gli acquisti di villette a schiera crescono del 6% rispetto al 2019. Confermato il dato relativo all’acquisto degli edifici di pregio che rientrano nelle classi energetiche A1-A4, mentre cresce in maniera significativa il dato di quelli semicentrali, passando dal 5% del 2019 all’11% del 2020.

In merito agli effetti del Superbonus 110% nel 2021, gli agenti immobiliari sono prudentemente positivi: il 36% del campione sostiene che l’incentivo abbia già avuto un impatto sul mercato, mentre il 12% reputa tale impatto significativo.

Detto ciò, è evidente che bisogna fare molto di più. Questi dati sono positivi se considerati nel contesto temporale specifico, ma nell’ottica del 2030 e del 2050, i limiti per le emissioni zero e della transizione energetica dell’UE, la situazione si capovolge in peggio. Sicuramente gli incentivi possono essere uno stimolo importante, ma la crisi economica, iniziata prima del Covid ma adesso aggravata dalla pandemia, aumenta le disparità e il divario tra chi può acquistare o restaurare una casa e chi non può permetterselo. La sostenibilità ha un prezzo molto alto e non tutti possono permettersela, ecco perché lo Stato deve attuare immediatamente ogni risorsa per favorire la transizione energetica e la sostenibilità. Speriamo che il PNRR sia la soluzione migliore, altrimenti il divario, sia interno che esterno, potrebbe diventare incolmabile.

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