Educazione ambientale, primi passi nelle scuole

Il decreto “La Buona scuola” istituisce l’educazione ambientale. Quali sono i temi da diffondere tra i “nativi ambientali”? Quali i piani di studio?

Sviluppo sostenibile, economia circolare, educazione civica e culturale. Questi i cardini dell’educazione ambientale, che La Buona scuola intende impartire fin dalla scuola dell’infanzia. A proporre l’istituzione di questo insegnamento, Barbara Degani, sottosegretario al ministero dell’Ambiente. «Punire i reati ambientali è necessario – ha dichiarato – ma occorre che le nuove generazioni siano sensibilizzate verso le questioni ambientali e verso un virtuoso governo del territorio».

educazione ambientale
Tra gli ultimi atti del ministro Giannini, l’individuazione dei fondi per avviare le attività di educazione ambientale

All’interno de La Buona scuola ci sono le linee guida per l’insegnamento dell’educazione ambientale. Il dossier è nato dalla collaborazione tra i ministeri dell’Istruzione e dell’Ambiente. «I percorsi educativi sull’ambiente – ha osservato infatti Barbara Degani – si sviluppano ancora a macchia di leopardo. Queste linee guida vogliono dare una collocazione uniforme alle tematiche ambientali, all’interno dei programmi scolastici».

La disciplina spazia su vari temi, che si radicheranno nella vita quotidiana dei nativi ambientali: tutela delle acque e della biodiversità, gestione dei rifiuti, green economy, cambiamenti climatici, inquinamento e consumo di suolo. A questi si aggiunge anche un modulo sull’educazione alimentare, orientata alla sostenibilità e alla riduzione degli sprechi. «In parte – ha spiegato il sottosegretario – abbiamo aggiornato le linee guida del 2009; la tematica dello spreco alimentare è stata introdotta ex novo».

L’educazione ambientale era prevista come materia obbligatoria a partire dall’anno scolastico 2015-2016. Tuttavia, i ministeri di Ambiente e Istruzione hanno siglato il protocollo di introduzione a novembre 2016. Per la formazione dei docenti, ci sono 20 milioni di euro, derivanti dal Pon Scuola. L’educazione ambientale – secondo quanto previsto – non sarà concentrata in un’ora, ma sarà distribuita in più attività formative, durante tutto il percorso scolastico.

Il lavoro verso un organico insegnamento dell’educazione ambientale è ancora aperto

Formatori, insegnanti e associazioni ambientaliste auspicano l’istituzione di una vera e propria ora di educazione ambientale. Diversi sono i suggerimenti inoltrati al ministero dell’Ambiente, che ha manifestato disponibilità ad accoglierli.

Legambiente Corato evidenzia lo stretto legame tra educazione civica ed educazione ambientale. «L’educazione ambientale – affermano – deve diffondere con coraggio le problematiche connesse ai reati ambientali. Bisogna scongiurare il rischio revisionismo, soprattutto sui cambiamenti climatici, lo smaltimento dei rifiuti, le ecomafie».

Il WWF propone percorsi che facciano emergere le interconnessioni tra i problemi sociali, economici ed ecologici. «Anche l’Unione Europea – dicono dal WWF – chiede di rivedere il concetto di crescita in termini di sostenibilità ecologica, affinché le nuove generazioni superino la crisi in atto».

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