Edilizia, tra rilancio post Covid-19 e innovazione

Preoccupazioni delle imprese di un settore che non può fermarsi, da cui dipende l’economia e la politica di un Paese

L’edilizia è un settore fondamentale per la crescita di un Paese. Il settore edilizio, fermato come altri settori dalle misure anti contagio Covid-19, ha di fatto bloccato l’economia della Nazione perché tra strutture e infrastrutture e tra cantieri e opere, muove svariati miliardi di euro e centinaia di migliaia di lavoratori tra collaboratori diretti e indiretti. Inoltre, il sistema creditizio e bancario, oltreché politico, dipendono fortemente da questo comparto. Per queste ragioni, lo stop del settore ha frenato lo sviluppo economico e sta provocando danni rilevanti a tutti i settori connessi.

Riapriamo i cantieri

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Beppe Fragasso – presidente dell’ANCE Bari-BAT

Beppe Fragasso, presidente dell’Ance Bari e BAT, l’Associazione Nazionale dei Costruttori Edili, auspica nei prossimi decreti del Governo misure ad hoc per il rilancio del settore «da privilegiare in virtù dell’occupazione in grado di generare, 15.000 persone per ogni miliardo investito, e indotti positivi in oltre 20 comparti. L’auspicio è che si possa ripartire quanto prima sebbene, pur ipotizzando una riapertura dei cantieri dal primo giugno, si stima un crollo degli investimenti rispetto al 2019 intorno al 10%. Alla riapertura dei cantieri saremo rigorosissimi nel chiedere alle imprese dell’Ance di adottare tutte le misure di sicurezza previste dalle istituzioni; ma, allo stesso tempo, vorremo essere certi che le imprese non vengano in alcun caso ritenute responsabili per nuovi contagi di Covid-19. In assenza di garanzie, molti imprenditori potrebbero non riaprire i cantieri». L’Ance attende anche un deciso snellimento delle pratiche e procedure tecniche e burocratiche, agevolazioni per la compravendita sia per le imprese e sia per i cittadini e un provvedimento per alleviare la crisi di liquidità delle pubbliche amministrazioni.

RE/MAX digitalizza le transazioni immobiliari

A sostegno del comparto anche RE/MAX, società immobiliare internazionale, che chiede che “le transazioni immobiliari, compresi i servizi ausiliari quali erogazione mutui, perizie e traslochi, siano inclusi nell’elenco delle attività che per prime potranno tornare operative dalla Fase 2, assicurando la massima aderenza e il rigoroso rispetto dei protocolli e delle linee guida sanitarie stabiliti contro la diffusione di COVID-19” – spiega Dario Castiglia CEO & Founder di RE/MAX Italia – “Questa crisi ha impresso una forte accelerazione verso la quasi totale digitalizzazione dell’attività che permetterà di gestire le transazioni immobiliari con una minimizzazione delle interazioni personali, in un quadro di rigoroso rispetto delle norme stabilite dal Governo”.

Un nuovo costruire ecologico

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Impresa Rusconi – Novampere – facciata anti smog

Intanto, a Milano è stato consegnato il nuovo progetto residenziale della storica Impresa Rusconi. Si tratta di nòvAmpère: 101 appartamenti in un’area di 10mila mq di cui 4mila mq dedicati al verde. Gli edifici hanno una facciata realizzata con cemento “mangia smog”. Si tratta di cemento i.active, realizzato da TECNO Italcementi, contenente TX Active. Il procedimento si attiva grazie alla fotocatalisi, un processo naturale che, attraverso l’azione della luce di una determinata lunghezza d’onda, una sostanza attiva un processo ossidativo che trasforma le sostanze nocive in innocue. Sono stati progettati per il complesso una serie di impianti innovativi che purificano l’aria interna degli appartamenti e l’acqua, recuperano acqua piovana per l’irrigazione e utilizzano il fotovoltaico per produrre energia.

Di prossima realizzazione anche il progetto Torre Milano, che sorgerà nei pressi di Piazza Carbonari, alle spalle di Porta Nuova, in un’area occupata precedentemente da un altro edificio. Anche in questo caso, saranno installati impianti di ultima generazione degli standard di sostenibilità. Nell’area recuperata, circa 3.300 mq, sarà realizzato il verde condominiale, piantati alberi e sarà realizzato un parco giochi.

Aumenta l’inquinamento elettromagnetico

La “clausura” di tutta la popolazione ha ridotto drasticamente l’inquinamento atmosferico, ma ha aumentato quello elettromagnetico. Dai dati raccolti dal Centro Tutela Consumatori Utenti di Bolzano, prima della pandemia l’80% delle comunicazioni wireless avveniva in luoghi chiusi; oggi la quota è prossima al 100%. I sistemi wireless e gli smartphone emettono radiazioni elettromagnetiche che stressano il nostro corpo quando riceve dosi massicce: disturbi di concentrazione e del sonno, mal di testa e indebolimento delle difese immunitarie. Le soluzioni sono semplici: abbattere il wifi utilizzando collegamenti via cavo e puntare sulla fibra ottica invece delle radiofrequenze come 4G o 5G, quest’ultima ritenuta da molti molto pericolosa per la salute di ogni essere vivente.

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