Input your search keywords and press Enter.

Edilizia sostenibile, la parola passa alla formazione

Un asse importante per rilanciare il settore dell’edilizia, che ha vissuto un periodo di crisi, è certamente la formazione. Il distretto dell’edilizia sostenibile, in questo senso, ha contribuito ad arricchire l’offerta formativa. L’ente di formazione, Formedil di Bari, quindi, ha un nuova mission ed un pacchetto di attività da realizzare. Le ha illustrate il Dott. Luigi Aprile, direttore dell’ente di formazione barese.

 

<p>Il direttore di Formedil-Bari Luigi Aprile</p>

Il direttore di Formedil-Bari Luigi Aprile

Qual è il ruolo di questo ente all’interno del distretto?
La scuole edile di Bari, insieme a quella delle altre province, fa parte del distretto, di cui siamo soci fondatori. Come Formedil, nasciamo dall’iniziativa dell’Ance e dei sindacati di categoria; siamo quindi un ente paritetico e oltre questo, abbiamo in comune con le altre scuole similari della regione la volontà di promuovere l’edilizia sostenibile. Il nostro ruolo, in particolare, è legato alla formazione delle maestranze e degli imprenditori.
 

Come avete contribuito alla redazione del piano di sviluppo?
Abbiamo arricchito il piano di sviluppo contribuendo nella parte dedicata alla formazione con l’indicazione di obiettivi, il suggerimento di strumenti d’intervento e veicolando la domanda verso territori che pensavamo fossero bisognosi d’innovazione nell’attività di formazione. Non abbiamo aggiunto un corso sulla edilizia sostenibile ad un catalogo formativo precedente, ma lo stiamo riscrivendo in questa chiave.
 

Può fare qualche esempio?
I nostri corsi per la formazione dell’operaio edile polivalente, quelli per muratore, carpentiere, scalpellino, intonacatore, che durano anche 600 ore, li stiamo rivisitando nell’ottica della sostenibilità, cioè aggiungendo e modificando i moduli formativi in modo che la figura formata sia direttamente quella dell’operaio in bioedilizia.

formazione

attività di formazione (Formedil-Bari)

 
Si tratta, quindi, di una formazione più aggiornata?
Si, è una formazione più aggiornata che guarda soprattutto alle problematiche dei nuovi materiali, nuove tecnologie di posa. E’ molto intensa la collaborazione con tutte le aziende produttrici di tecnologie e materiali innovativi. Tutte le figure del ciclo produttivo, dal manager al tecnico, all’operaio si riconvertono nell’ottica della sostenibilità. Non ci siamo, però, fermati a questo punto.

In quale altra direzione si muove allora l’attività formativa?
Abbiamo tanti corsi specifici, come per esempio quelli per installatore di pannelli fotovoltaici. Abbiamo introdotto una tipologia formativa innovativa, che ha avuto un corso pilota a Bari e sarà replicato a Barletta ed i comuni della sesta provincia, per la formazione del funzionario pubblico tecnico che rilascia licenze edilizie e supervisiona tutto il ciclo decisionale dell’ente pubblico in chiave di sostenibilità. Questo percorso per l’attualità della problematica ha riscosso un grande successo.

Al di fuori del distretto, quali  altre attività svolgete?
Abbiamo un catalogo che offre corsi di formazione di ogni tipo: da quella di base, a quella per la sicurezza, l’apprendistato, l’aggiornamento dei dipendenti delle imprese edili. Organizziamo corsi per installatore di pannelli, macchina movimento terra, l’uso della gru. Abbiamo un cantiere scuola e facciamo formazione sul campo.

<p>cantiere edile - operaio al lavoro</p>

cantiere edile - operaio al lavoro

La crisi ha colpito anche il settore dell’edilizia. La formazione può contribuire alla rilancio del settore?
La formazione supporta un operaio nelle competenze professionali ed è un aiuto
all’auto-impiego e ricollocazione. Da questo punto di vista, Fondimpresa, l’ente di Confindustria, ha messo a disposizione molte risorse per la formazione di cassintegrati e lavoratori in mobilità. Stiamo utilizzando queste risorse per moduli formativi mirati. Anche la Regione Puglia ha messo in campo strumenti di sussidio e supporto per incentivare il ricorso alla formazione di figure in difficoltà nel mercato del lavoro.

Adesso stiamo uscendo dalla crisi. Prevede una prospettiva migliore?
Tutto dipende dalla capacità di movimentare bene la spesa pubblica ed aiutare la domanda. L’edilizia sostenibile, che finora è stata una parola d’ordine, deve diventare industria, mercato, cantiere,  perché c’è una premialità per le case progettate e realizzate con criteri di sostenibilità. Bisogna fare in modo che i comuni facciano bene i loro piani particolareggiati, la Regione non ostacoli più di tanto gli iter per i cantieri con le norme vincolistiche. In questo modo si possono superare le lentezze e ricominciare a mettere in moto la domanda pubblica che veicola poi quella privata. In questo processo la formazione ha un ruolo parallelo.

Print Friendly, PDF & Email

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *