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Edilizia scolastica in Puglia, in arrivo 50 milioni di euro

Secondo il rapporto ANCE Cresme il 5% degli edifici scolastici in Puglia (164 per l’esattezza) è a rischio idrogeologico mentre il 22% (750) è a rischio sismico

«L’avviso regionale per l’edilizia scolastica 2015/2017  rappresenta una straordinaria occasione per disporre di un quadro completo del fabbisogno di messa in sicurezza e riqualificazione di scuole pubbliche e private di ogni ordine e grado e università che, in Puglia, sono circa 3.400 di cui, secondo il ‘Rapporto Ance-Cresme’, il 5% a rischio idrogeologico e il 22% a rischio sismico».  E’ questo il commento del presidente dell’ANCE Puglia, Nicola Delle Donne  sugli oltre 50 milioni di euro in arrivo a sostegno degli interventi di edilizia scolastica in Puglia. Con l’avviso pubblico gli enti locali pugliesi potranno richiedere contributi per l’edilizia scolastica fino al prossimo 10 aprile. Ciascuna richiesta potrà arrivare fino a 1,5 milioni di euro in caso di nuova costruzione di edifici scolastici e fino a 700 mila euro per altre tipologie di interventi (ristrutturazioni, messa in sicurezza, adeguamento sismico, efficientamento energetico, abbattimento di barriere architettoniche ecc.).

«Tuttavia – precisa Delle Donne – per cogliere al meglio questa opportunità e realizzare un’analisi esaustiva che sarà il punto di partenza per la definizione di un piano triennale d’intervento, sarebbe auspicabile la rimozione dei limiti previsti al numero di progetti proponibili da parte degli enti locali». Il limite, infatti, prevede che possa essere proposta massimo una domanda per gli enti locali che contano fino a quindici edifici scolastici, massimo tre domande per quelli che ne hanno da sedici a quarantacinque e massimo cinque domande per quelli che ne hanno oltre quarantacinque.

Secondo il presidente dell’associazione dei costruttori edili pugliesi «occorre, inoltre, che la Regione Puglia finanzi rapidamente un fondo per la progettazione in grado di supportare gli enti nella realizzazione di progetti di qualità da proporre in gara; auspichiamo, infine,  che le procedure di gara siano aperte e non negoziate per poter favorire al massimo la concorrenza».

 

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