Edilizia e consumo energetico

Da quanto emerge nell’ultimo Rapporto Saienergia 10, realizzato da Cresme, durante lo scorso anno si è registrata una riduzione dei consumi complessivi di energia in Italia, mentre le attività svolte all’interno degli edifici hanno incrementato il consumo energetico. Questo avviene a causa di problemi energetici presenti in ambito edilizio. Infatti numerosi fattori contribuiscono a provocare un maggior dispendio di energia nell’edilizia: tra questi, l’anzianità del parco, l’assenza di manutenzioni “programmate”, il tipo di materiali impiegati e soprattutto la perdita della relazione fra edilizia e caratteristiche climatiche del luogo. Nel settore civile (residenziale e terziario), involucro edilizio e utilizzo degli impianti termico, di condizionamento e per l’acqua calda, rappresentano il 22% del consumo primario nel Paese.

Un intervento nel patrimonio edilizio per aumentare la sua efficienza energita ha, ad oggi, numerosi obiettivi. Per il settore residenziale lo strumento che da maggiori risultati è la sostituzione della caldaia tradizionale con una a più elevata efficienza (quasi sempre l’impianto a condensazione); a seguire, la coibentazione delle superfici orizzontali (isolamento solai o sottotetto, tetto ventilato, ecc.), la coibentazione delle pareti esterne (cappotto, parete ventilata, isolamento interno, insufflaggio, ecc.) e la sostituzione degli infissi tradizionali con infissi ad alto rendimento.

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