Input your search keywords and press Enter.

Edilizia, si allevia il disagio nei centri ad alta tensione abitativa

Ammontano a 52 i mln tra fondi statali e regionali a disposizione del Programma coordinato regionale che la Regione Puglia dovrà presentare al Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti per la sottoscrizione dell’Accordo di Programma destinato all’attuazione del Piano nazionale di edilizia abitativa. In particolare, sono 25 i mln di fondi statali e 27 di quelli regionali ai quali si aggiungeranno risorse comunali e degli Iacp anche sotto forma di immobili. Sono auspicabili anche contributi privati.

edilizia pubblica

Il Programma coordinato si articola in due gruppi di interventi: il primo riguarda iniziative già pervenute in occasione di precedenti bandi e ad oggi non finanziate per insufficienza di risorse: cioè interventi di competenza degli IACP e dei Comuni già ricompresi nel Programma straordinario di edilizia residenziale, Programma di riqualificazione urbana per alloggi a canone sostenibile, Piano Casa Regionale, interventi già presentati da cooperative ed imprese per la costruzione di alloggi di edilizia convenzionata, Programmi integrati di riqualificazione delle periferie.

Il secondo gruppo di interventi raggruppa nuove iniziative proposte dai Comuni o da altri soggetti pubblici e privati; tali iniziative dovranno essere conformi: 1) alla legge regionale 12 maggio 2008 n. 12 (“Norme urbanistiche finalizzate ad aumentare l’offerta residenziale sociale”), 2) alla legge regionale 29 luglio 2008 n. 21 (“Norme per la rigenerazione urbana”); 3) al bando di gara per l’accesso ai finanziamenti per i PIRP, i Piani Integrati di riqualificazione delle periferie.

veduta dall'alto della città di Modugno (BA)

Per essere approvate, le iniziative devono prevedere la realizzazione di interventi di edilizia residenziale sociale pari almeno al 50% della capacità insediativa prevista. Sarà data priorità agli interventi del primo gruppo, volti a dare risposta immediata ai bisogni abitativi di soggetti sociali svantaggiati e di più immediata cantierabilità. Per le proposte del primo gruppo i proponenti dovranno trasmettere solo le schede in allegato all’avviso debitamente compilate entro il 20 ottobre 2010, mentre per quelle del secondo gruppo, i proponenti dovranno trasmettere sia le schede sia gli elaborati progettuali entro il 5 novembre 2010.

Angela Barbanente

«L’avviso pubblico, condiviso da un ampio partenariato socio-economico ed approvato dalla giunta regionale – ha detto Angela Barbanente, assessore all’Assetto del Territorio della Regione Puglia – ha l’obiettivo di raccogliere manifestazioni di interesse da parte di operatori pubblici e privati per interventi di edilizia residenziale sociale ed è destinato a dare impulso a interventi per alleviare il disagio abitativo nei centri della regione Puglia ad alta tensione abitativa».

Sono 70 i comuni pugliesi, così definiti secondo la delibera Cipe del 2003, ad alta tensione abitativa, che potranno beneficiare dei fondi destinati a soddisfare la fame di case: 20 nella provincia di Bari (Adelfia, Altamura, Andria, Bari, Barletta, Bisceglie, Bitonto, Bitritto, Capurso, Corato, Giovinazzo, Gravina in Puglia, Modugno, Mola di Bari, Molfetta, Monopoli, Noicattaro, Trani, Triggiano e Valenzano), 8 nella provincia di Brindisi (Brindisi, Carovigno, Cellino San Marco, Latiano, Mesagne, San Donaci, San Pietro Vernotico e San Vito dei Normanni), 16 nel foggiano (Ascoli Satriano, Carapelle, Castelluccio dei Sauri, Cerignola, Foggia, Lucera, Manfredonia, Ordona, Orta Nova, Rignano Garganico, San Giovanni Rotondo, San Marco in Lamis, San Severo, Stornara, Stornarella e Troia), 12 nella provincia di Lecce (Arnesano, Cavallino, Lecce, Lequile, Lizzanello, Monteroni di Lecce, Novoli, San Cesario di Lecce, Squinzano, Surbo, Trepuzzi e Vernole) e infine 14 in quella di Taranto (Castellaneta, Crispiano, Faggiano, Grottaglie, Leporano, Martina Franca, Massafra, Monteiasi, Montemesola, Mottola, Palagiano, Pulsano, San Giorgio Jonico e Taranto). «L’obiettivo – ha sottolineatol’assessore  Barbanente – è dare risposte immediate alle fasce sociali più disagiate.

veduta del castello di Massafra (TA), nella Terra delle Gravine

Stiamo parlando di persone e famiglie, sottoposte a procedure di sfratto esecutivo ed in condizioni di profondo disagio, giovani che cercano di avere una casa di proprietà a basso costo, interventi destinati ad alleviare il degrado sociale. Politiche abitative non significa solo un tetto ma riqualificazione di parti di città che sono state abbandonate spesso al degrado. La linea, quindi, è intervenire nel solco della programmazione regionale che vede la casa come una parte di città riqualificata e dotata di servizi».

Se vuoi ascoltare le dichiarazioni dell’assessore Barbanente clicca qui

Print Friendly, PDF & Email

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *