Eden tossico. I loro veleni nel tuo giardino

Il 79% delle piante ornamentali è contaminato da pesticidi killer delle api

Per combattere parassiti e funghi e controllare le piante infestanti, l’agricoltura “industriale” ormai vive una vera e propria dipendenza dalla chimica e, quindi, dal petrolio. Si conosce, invece, davvero poco sui residui di pesticidi presenti nelle piante ornamentali vendute in Italia e in Europa. Antiparassitari soprattutto dannosi per le api e altri insetti impollinatori. Greenpeace International ha definito una ricerca per verificare fino a che punto gli ignari acquirenti di piante ornamentali, siano questi privati cittadini, come pure operatori pubblici, possono diventare complici, inconsapevoli, di una contaminazione ambientale che può mettere a rischio la sopravvivenza delle api, l’operoso insetto chiave di volta della nostra sicurezza alimentare.

Nei giorni scorsi Greenpeace ha pubblicato il rapporto “Eden tossico: i loro veleni nel tuo giardino”, che evidenzia l’ampio uso di pesticidi dannosi per le api nel settore della florovivaistica. Allo studio ottantasei piante ornamentali, di queste il 79% delle piante è risultato contaminato da pesticidi killer delle api. In dodici, pari al 14% del campione, sono stati rilevati pesticidi non autorizzati nell’UE, tra cui due tossici per le api. Sono i cosiddetti insetticidi neonicotinoidi, in alcuni casi ad alte concentrazioni: il 43% conteneva imidacloprid, l’8% il thiamethoxam, mentre il clothianidin è stato trovato nel 7% del totale.

Tra i pesticidi non autorizzati nell’UE, tossici per le api ci sono i cosiddetti insetticidi neonicotinoidi: l’imidacloprid, il thiamethoxam e il clothianidin

Le piante analizzate sono state acquistate in negozi di giardinaggio, supermercati e centri del fai da te in dieci Paesi europei per un totale di oltre trentacinque varietà di piante molto diffuse come viola, campanula e lavanda, note per attirare le api.  Non è chiaro se il trattamento antiparassitario è stato effettuato – in maniera illecita – in Europa o si tratta di importazioni da Paesi dove gli standard sono inferiori a quelli dell’UE. Anche se da questo studio non è possibile trarre conclusioni definitive sull’impatto di queste sostanze tossiche sulle api, è plausibile che api e altri impollinatori possano essere esposti a concentrazioni rischiose quando visitano queste piante.

«I fiori sui nostri balconi o nei nostri giardini – ha dichiarato Federica Ferrario, responsabile Campagna Agricoltura di Greenpeace Italia -, possono contenere pesticidi tossici, che mettono a rischio api e altri impollinatori. Finché si continueranno a utilizzare pesticidi killer delle api per la coltivazione di piante e fiori, tutti noi possiamo essere complici inconsapevoli di una contaminazione ambientale che mette a rischio le api».

Le piante analizzate sono state acquistate in negozi di giardinaggio, supermercati e centri del fai da te in dieci Paesi europei. Tra le piante più diffuse la viola, la campanula e lavanda, note per attirare le api. Nella foto un campo di lavanda

La presenza di residui di antiparassitari non autorizzati in piante ornamentali vendute in Europa evidenzia la necessità di un maggior rigore dei sistemi di monitoraggio e gestione delle filiere nel settore florovivaistico. Serve una maggiore promozione delle pratiche agricole ecologiche, ribadisce Greenpeace, che garantiscano ambienti salubri e sicuri all’interno di aziende agricole e giardini, dove insetti e biodiversità possano prosperare.

«Il bando parziale in vigore su alcuni neonicotinoidi non basta a proteggere le api e gli altri impollinatori. È necessario subito un divieto assoluto dei pesticidi dannosi per le api, che sia il primo segnale di un cambio radicale dell’attuale modello agricolo industriale basato sulla chimica di sintesi», conclude Ferrario.

Tuttavia dai nostri cugino d’oltralpe arriva una soluzione. Siete dipendenti da antiparassitari? Chiedono gli ambientalisti di Greenpeace France. Ma questo non è un problema. La soluzione sono i RoboBees. Queste piccole api robot saranno perfette per preservare la biodiversità, mentre si continuerà a usare pesticidi. L’umanità sarà salvata e i giganti dei pesticidi non devono più preoccuparsi per l’uso eccessivo dei loro prodotti e la tutela degli impollinatori. Ma è davvero questo che vuoi? Vedi il filmato.

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