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Ecovillaggio, un sogno diventa start up

Saranno avviate le sperimentazioni per la realizzazione del primo prototipo di ecovillaggio ad idrogeno a Mola di Bari. Tali attività si svolgeranno nell’ex Magnum center, l’immobile confiscato dallo Stato ad alcuni privati per abusivismo edilizio. L’edificio è stato affidato da quasi sette anni all’amministrazione comunale del centro barese per finalità di rilevanza sociale. In quest’area sarà installata in una prima fase un’apparecchiatura dimostrativa ed una seconda una maxi stampante 3D in grado di produrre i manufatti. «Abbiamo individuato – ha commentato Gianni Russo, assessore alle Politiche del Lavoro e Comunitarie del Comune di Mola di Bari – un luogo dove realizzare le attività sperimentali per la realizzazione dell’ ecovillaggio. E’ una start up dell’innovazione molto interessante che utilizzerà materiale di bioedilizia. Riteniamo di aver colto un obiettivo importante nel settore dell’energia rinnovabile con un’iniziativa che ha interessato il partenariato economico sociale, è stato presentato in passato anche alla Fiera del Levante di Bari e per il quale abbiamo siglato un protocollo d’intesa con il Politecnico di Bari».

Alcuni apparecchi dell'ecovillaggio

Alcuni apparecchi dell’ecovillaggio

Il Presidente della Fondazione H2U Hydrogen University, Nicola Conenna, ha precisato che «le sperimentazioni saranno relative all’utilizzo di tecniche di costruzione e materiali innovativi. Le argille, sabbie, fibre naturali, canapa, agave sono alcuni materiali presenti sul territorio che saranno combinati in modo originale e sui quali saranno realizzati una serie di test». Secondo Domenico Laforgia, direttore dell’area Politiche per lo Sviluppo Economico, Lavoro e Innovazione della Regione Puglia “l’obiettivo strategico è modificare questa regione in una logica di sviluppo sostenibile. Le energie rinnovabili hanno una serie di direzioni, una delle quali è sicuramente l’idrogeno che avrà un futuro nella mobilità perché l’utilizzo delle celle a combustibile permette di trasformare questa risorsa in energia elettrica e muovere le automobili. In questo modo possiamo mantenere l’ambiente completamente ecologico e cambiare la mobilità. Se però l’idrogeno è pronto dal punto di vista della dimostrazione scientifica, ha un ritardo di sviluppo da quello dell’industrializzazione dei prodotti. Dobbiamo attendere, quindi, che sia matura la fase della produzione industriale».

La presentazione dell'ecovillaggio alla Fiera del Levante

La presentazione dell’ecovillaggio alla Fiera del Levante

A coronare l’impegno dell’amministrazione comunale, comunque, è anche la nascita della comunità degli auto-produttori di energia nel territorio grazie alla legge regionale n. 23 del 20 maggio del 2014 che stabilisce la creazione di cooperative di comunità che migliorano la qualità sociale ed economica attraverso lo sviluppo di attività economiche ecosostenibili per la produzione di beni e servizi e recupero di beni ambientali e monumentali. «Crediamo – conclude Russo – che queste due iniziative stiano permettendo di realizzare il sogno dell’ ecovillaggio».

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