Ecosostenibilità al cinema e nella musica

I temi che riguardano ecosostenibilità e ambiente vengono affrontati con grande spirito critico nel cinema e nella musica, riscontrando un grande successo

Ecosostenibilità e temi legati alla tutela dell’ambiente conquistano il cinema e la musica. Un passo avanti per una migliore coscienza critica sugli effetti dell’uomo sul pianeta Terra e sull’ecosistema.

Da tempo, i film catastrofici vengono prodotti da Hollywood. La capitale americana e mondiale del cinema legge il mondo contemporaneo con perizia ed occhio critico, sfruttando la quotidianità per lanciare messaggi più o meno positivi nelle sale cinematografiche.

Ecosostenibilità: effetti globali dell’uomo

festival cinema musica ecosostenibilitàUn tema ricorrente nella cinematografia è il mondo post-atomico. Un pianeta privo di risorse e di materie prime distrutto dall’arroganza e dall’odio umano, dove i sopravvissuti devono arrangiarsi per sopravvivere, come per esempio “Mad Max”, “Ken il Guerriero” (cartone animato giapponese), “Fino alla fine del Mondo”, “Hardware” e “The Day After Tomorrow”. Oppure ci sono le pellicole con risvolti green con “2002: la seconda odissea”, “Ultimatum alla Terra”, “Interstellar” e “Captain Fantastic”.

Docufilm: il naturalismo ed ecosostenibilità nelle sale

Molti registi, seguendo il filone dei docufilm che raccontano la Natura, hanno realizzato pellicole di grande impatto sull’opinione pubblica come “La Marcia dei Pinguini”, “Oceani 3D”, “Microcosmos”, alcuni firmati da grandissimi personaggi del mondo della TV, quali David Attenborough o Piero ed Alberto Angela (Quark e Ulisse), o della politica, Al Gore, prodotti dalla National Geographic o dalla BBC. Oggi ci sono anche tanti i canali tematici che hanno un notevolissimo seguito anche tra i giovanissimi, come per esempio Focus, perché i documentari sono costruiti con trame ed intrecci degni del grande cinema.

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Ambiente e il festival Cineambiente

festival cinema musica ecosostenibilitàGrazie a questi sforzi, anche l’ecosostenibilità è approdata nei festival cinematografici. La rassegna di Cinemambiente in Valchiusella (Torino) ha unito, ad agosto, incontri, enogastronomia, dibattiti e film per educare all’ambiente. In programma dal 26 al 29 ottobre ad Asti, una serie di incontri, immagini e film su ambiente, salute e plastica.

Sempre ad ottobre, Milano ha ospitato Aqua Film Festival. Realizzato dall’associazione di volontariato Universi Aqua, ha visto la proiezione di una serie di cortometraggi che hanno ovviamente l’acqua come protagonista indiscussa. La vita con essa, su di essa, dentro di essa e senza di essa. Quest’anno presente anche alla Festa del Cinema di Roma.

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Il Green Movie Award

Proprio a Roma, nel corso del festival, è stata presentata la terza edizione del “Green Movie Award”. Nel corso dell’incontro è stato proiettato il back stage del film “Torneranno i prati” di Ermanno Olmi, realizzato secondo il protocollo di sostenibilità di Edison Green Movie. Infine, sono state premiate le produzioni “green”.

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Musica, ambiente e sostenibilità

festival cinema musica ecosostenibilitàAnche la musica, con meno sistematicità rispetto al cinema, ha trattato e tratta il tema dell’ecosostenibilità.

Già nel 1966 Adriano Celentano con la canzone “Il ragazzo della via Gluck” parlava di come la città si appropriava della terra cancellando tutto ciò che c’era prima.

In tempi più recenti, la cantante islandese Bjork ha messo al centro della sua musica la natura in tutte le sue forme. Spesso, nei concerti e nei videoclip, la “indossa” per diventare tutt’uno con essa. Ha preso delle posizioni nette contro chi, anche nella sua Islanda, vuole aprire industrie considerate inquinanti.

Molto apprezzata, oggi, la musica etnica che tende a rimarcare il rapporto tra uomo e natura attraverso antiche nenie e sinfonie che provengono da tempi molto lontani. I videoclip, poi, mostrano paesaggi che creano suggestioni uniche.

La musica per un grande santuario marino

Anche il front man dei Radiohead, Thom Yorke, ha pubblicato qualche giorno fa il brano “Hands Off The Antarctic“, per sostenere la campagna di Greenpeace che mira alla creazione di un vasto santuario marino nell’Oceano Antartico. «Ci sono molti posti su questo Pianeta destinati a restare puri e selvaggi, e a non essere distrutti dal passaggio dell’umanità – dichiara Tom Yorke – L’Antartide è una vera e propria terra selvaggia e ciò che accade laggiù riguarda tutti noi. Ecco perché dovremmo proteggerlo». Il santuario si estenderà per 1,8 milioni di chilometri quadrati nel Mare di Weddell (cinque volte la Germania) e servirà a proteggere le specie che vivono in Antartide. La proposta sarà discussa in questi giorni in Tasmania nell’ambito della Commissione sull’Oceano Antartico.

 

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