Ecosistema mobilità e Clean Cities: la pagella di Bari

Bari
Gli Hub di innovazione sociale nei Comuni capoluogo attraverso un percorso di partecipazione, favorranno la nascita di nuovi spazi per l’innovazione sociale dei territori.

 La nuova campagna di Legambiente sulla mobilità sostenibile ha fatto tappa a Bari tra criticità e passi avanti

Bari, si applica ma ha ancora qualche insufficienza. È questo quanto emerge dalla pagella sulla mobilità sostenibile assegnata da Legambiente al Comune di Bari nell’ambito della Clean Cities: ripartiamo dalle città, che ha fatto tappa l’1 e il 2 aprile nel capoluogo pugliese. Gli indicatori sulla qualità dell’aria rilevano alte concentrazioni di PM10, con una media annuale nel 2020 di 23 ?g/mc (dati Arpa Puglia) e costi di inquinamento pari a 1.011 euro per abitante. Tra il 2019 e il 2020 si contano 12 morti per incidenti stradali e 2.464 feriti (dati ISTAT), mentre sono 57 le automobili ogni 100 abitanti. A questi indicatori si affiancano le misure adottate dal Comune per migliorare la mobilità urbana e renderla più sostenibile, con performance che registrano 37 km di piste ciclabili nel 2019, accostate a un basso incremento di 3,5 km nel 2020. I dati in pagella rilevano un’offerta esigua in termini di trasporto pubblico elettrico (TPL), con una percentuale di solo il 10% a fronte degli obiettivi al 2030 che puntano a raggiungere il 100%. Infine, spicca negativamente la quasi inesistenza di strade “30 all’ora” (dati dichiarati dal Comune di Bari), compensata però da numerose aree pedonali e ZTL.

Clean Cities è la nuova campagna di Legambiente, un viaggio in 14 capoluoghi italiani dall’8 marzo al 10 aprile per promuovere con forza una nuova mobilità urbana: più sicura, più condivisa e meno inquinante, cercando di spingere i processi politici locali verso più incisive misure di mobilità sostenibile e rendendo permanenti quelle eventualmente adottate in fase di emergenza.

Per migliorare la mobilità in chiave ecologica, Legambiente ha lanciato 6 proposte al Comune di Bari elencate nell’ultimo dossier Ecosistema Mobilità, per una città sostenibile e a passo d’uomo. Contemplano l’estensione delle zone pedonali, con più piste ciclabili e più zone 10, 20 e 30 (misure in fase di adozione); l’adozione di un Piano per il verde centrato sul connubio tra zone pedonali e zone verdi cittadine; un’azione di depaving del suolo urbano per restituire spazi ai cittadini e alla natura e ridurre il rischio idraulico; la riduzione del rumore meccanico nella città riducendo il flusso automobilistico, potenziando le zone di scambio (Park & Ride) e diminuendo i parcheggi e gli spazi dedicati ai veicoli a motore; l’eliminazione della circolazione di BUS turistici o la loro concentrazione nell’area portuale; l’abolizione della circolazione dei motori a due tempi anche da parte delle municipalizzate, riconvertendo il parco automobilistico e ciclomotore dell’ente.

I passi avanti fatti dall’Amministrazione di Bari comprendono un’innovativa riorganizzazione della mobilità urbana in linea con i principi della Smart City, attraverso 8 linee di intervento costitutive del PUMS. A maggio 2020 il Comune fa un ulteriore passo avanti presentando il Piano della mobilità sostenibile “Bari Open Space”, che promuove azioni pilota di salvaguardia della salute e rivitalizzazione economica, aumentando ad esempio la disponibilità di spazio pubblico, migliorando l’ecologia urbana e le dotazioni di prossimità nei quartieri cittadini. Il Piano prevede l’ampliamento delle zone a sosta regolamentata (ZSR) per limitare gli spostamenti con i mezzi individuali, l’attivazione dello sharing di micromobilità elettrica, la ridefinizione del piano delle zone 30, 20, 10 km/h per moderare il traffico e disincentivare l’utilizzo di mezzi privati, realizzando una rete di percorsi pedonali e ciclabili “tattici” attraverso la sola segnaletica orizzontale e verticale, per un totale di 57 km aggiuntivi, triplicando così la lunghezza dei percorsi ciclabili esistenti.

Sul fronte della micromobilità, Bari ha adottato un cospicuo investimento con l’apertura di ben 1.500 mezzi elettrici di 4 diverse compagnie (Helbitz, Bit Mobility, Wind Mobility e Dadoda).

Il capoluogo pugliese si è distinto grazie al progetto “Muvt in bici”, programma sperimentale per il rimborso chilometrico che ha permesso, dall’avvio dell’iniziativa nel 2019, la vendita di oltre tremila biciclette rendendo accessibile, attraverso un’applicazione, l’accesso all’offerta della mobilità cittadina. Durante il periodo di sperimentazione è stato osservato come i meccanismi di incentivazione siano un volano per il cambiamento delle abitudini di mobilità dei cittadini.

Risalta positivamente anche la proposta della nuova iniziativa “Bike To”, che verrà finanziata con risorse europee. L’obiettivo è incentivare la mobilità sostenibile attraverso un sistema di premi legati al raggiungimento di determinate soglie chilometriche. Il progetto coinvolgerà gli operatori economici del territorio con un’apposita convenzione e si avvarrà di una piattaforma informatica che verrà attivata dall’amministrazione comunale, prevedendo, inoltre, il coinvolgimento delle scuole.

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