Economia circolare: le aziende investono in sostenibilità ambientale

In un’ottica strategica di responsabilità sociale d’impresa, sempre più aziende sposano i principi delle 4R dell’economia circolare: ridurre, riusare, riciclare, recuperare.

Ogni anno, i paesi membri dell’Unione Europea producono 2,5 miliardi di tonnellate di rifiuti. Anche se nell’ultimo decennio la gestione è migliorata, ancora un quarto dei rifiuti urbani è smaltito in discarica; meno della metà è riciclato o compostato. I rifiuti producono effetti negativi sull’ambiente, il clima, la salute dell’uomo e l’economia. L’UE è corsa ai ripari con un pacchetto di interventi che promuove l’economia circolare, attraverso l’incremento della raccolta differenziata e la diminuzione del conferimento dei rifiuti in discarica.

Ferrarelle: un mondo a impatto-1

Gli italiani sono i maggiori consumatori di acqua in bottiglia al mondo: consumano 8 miliardi di bottiglie da 1,5 litri che corrispondono a 280.000 tonnellate di rifiuti in plastica. Un dato allarmante se commisurato al fatto che l’Italia ha l’acqua di rubinetto più sicura e buona al mondo. In un’ottica di responsabilità sociale d’impresa, Ferrarelle ha sposato la filosofia dell’economia circolare. Nell’ambito del suo progetto bottle to bottle ha realizzato un impianto nello stabilimento di Presenzano in cui si producono e rimettono in commercio bottiglie di plastica riciclabili al 100%, costituite al 50% da R-PET (il PET è riciclato direttamente dall’azienda). Così facendo, l’azienda toglie dall’ambiente 20.000 tonnellate di plastica ogni anno, molte più di quante ne usa per produrre bottiglie con plastica riciclata. Tutto ciò, rientra nella filosofia aziendale IMPATTO-1: riciclare più di quanto si consuma.

Levissima: regeneration

Le bottiglie di Levissima sono prodotte con un 30% di BIO-PET di origine vegetale, ricavato dalla lavorazione della canna da zucchero, riciclabile al 100%. L’azienda ha promosso il progetto REGENERATION per far sì che il concetto di sostenibilità – inteso come rispetto della biodiversità, riduzione dell’impatto sull’ambiente e gestione responsabile della risorsa acqua – venga fatto proprio anche dai clienti. Per far ciò, ha partecipato come regeneration partner ad importanti manifestazioni come la Gazzetta MarathONE: ha “rigenerato” una bottiglia di plastica per ogni chilometro percorso dai runner. Con l’equivalente delle bottiglie raccolte virtualmente  sarà valorizzato un parco pubblico.

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Fileni, nuovo packaging per gli antibiotic free

La Fileni produce da vent’anni carni biologiche. L’azienda marchigiana ha dunque intrapreso da tempo un percorso sostenibile di economia circolare. Recentemente, ha dato vita ad un restyling del packaging di alcuni prodotti antibiotic free, favorendo l’uso di confezioni compostabili in ogni loro parte. Questa iniziativa consentirà di non immettere nell’ambiente 1,5 milioni di vassoi di plastica. Il vassoio è realizzato in Mater-Bi, materiale nato dalla ricerca Novamont, azienda leader a livello internazionale del settore delle bioplastiche. Il film protettivo è in PLA, una plastica che deriva dalla trasformazione degli zuccheri presenti in mais, barbabietola e canna da zucchero.
L’etichetta è realizzata in carta biodegradabile Vellum, un tipo di pergamena particolarmente fine, liscia e
molto resistente.  L’iniziativa rientra in un’ottica di bioeconomia circolare, in cui l’impiego di packaging compostabile è un elemento chiave per togliere quanto più rifiuto organico dalla discarica e trasformarlo invece in humus, prezioso alleato per il ripristino e il mantenimento della fertilità dei suoli e la decarbonizzazione dell’atmosfera.

Vallelata, lo stracchino è sostenibile

La Vallelata ha recentemente presentato il nuovo Stracchino Cremoso, confezionato con un involucro realizzato con il 30% di plastica riciclata. Non solo. Il prodotto si fregia del logo “Percorso Benessere Animali”, che certifica che gli animali seguono un percorso in cui è garantito il loro benessere in allevamento. L’azienda ha dato vita ad un piano ecologico per il rispetto della natura e la salvaguardia dell’ambiente. Lo stabilimento di produzione di Corteolona, da più di un decennio, ha conseguito volontariamente la certificazione ambientale ISO 14000, che applica al sistema di gestione che garantisce controllo e riduzione dell’impatto ambientale.

 

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