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Econavi, il nuovo business su cui punta la cantieristica europea

Le navi mercantili producono fra le 600 e le 800mila tonnellate di CO2 l’anno di emissioni inquinanti, il doppio di quelle degli aerei, il 5% del totale globale. Ecco allora la svolta epocale.

Il progetto di mega yacht solar sailor

Il nuovo business su cui punta la cantieristica europea è l’ecologia. Le econavi del futuro avranno vele comandate da computer e pannelli solari per alimentare i motori. Portacontainer e petroliere ma anche navi da crociera e megayacht solcheranno i mari tirati da aquiloni giganteschi, oppure grazie all’energia ricavata da pannelli solari e pale eoliche montati sui  ponti. Potranno avere perfino ciminiere dalle quali il vapore che sbuffa ha origine da un processo geotermico. È questa la nuova frontiera verde che unisce business e rispetto dell’ambiente. Un business che alletta il marcato orientale già in fermento. Infatti, i cantieri di Cina e Corea già controllano oltre il 70 per cento del mercato mondiale delle costruzioni navali e se non si corre subito ai ripari, potrebbero mirare anche a questa fetta di mercato che vale una fortuna.

A lanciare l’allarme è l’associazione dei costruttori navali europei, la “Cesa”, massima organizzazione continentale del settore che nel suo ultimo report dedica per la prima volta un intero capitolo alle navi ecologiche. «La crisi del mercato è evidente – è descritto nel rapporto -. È necessario intervenire al più presto, sfruttando al meglio le tecnologie avanzate e rispettando il più possibile gli allarmi sul surriscaldamento del clima e sull’ inquinamento. La crisi ha cancellato il 50% della produzione europea e spazzato via il 20% degli addetti e bisogna invertire questa tendenza».

Amburgo, i pannelli fotovoltaici ricoprono il battello

In pole position i cantieri di Amburgo, in Germania. Già dal 2005, infatti, sono stati commercializzati battelli impiegati per fini turistici e ricreativi, in acciaio inossidabile, alimentati con pannelli fotovoltaici. Le imbarcazioni che possono ospitare sino a 300 passeggeri, sono munite di accumulatori per navigare anche quando manca il sole. I pannelli che coprono il telaio dei battelli consentono, fra l’altro, un’ampia vista panoramica.  Dai cantieri tedeschi ha già preso il mare la portacontainer “Ms Beluga Skysail”. La nave ecologica ha una propulsione a motore ma su un albero di prua alto 15 metri è ancorato una sorta di gigantesco kite, un aquilone di poco meno di duecento metri quadrati di superficie che si solleva fino a duecento metri di altezza per catturare il vento, manovrato da un computer di bordo. L’utilizzo di questa vela è stato calcolato che farà risparmiare il 15% di carburante; con altri modelli in fase di realizzazione, la cui superficie arriva fino a seicento metri quadri, si potrebbe consumare fino al 50% in meno di carburante e conseguenti emissioni nocive.

Una nave da carico trainata da un gigantesco kite

Il Giappone, invece, ha varato un prototipo di petroliera che naviga grazie a un mix di motori, vele e pannelli solari. I raggi del sole e il vento sono trasformati in energia da piccole centrali montate a bordo. Interessata, la Marina Militare statunitense ha fatto sapere che presto potrebbe dotarsi di apparecchiature analoghe per alcune sue unità.

Nel frattempo, però, che tutte le compagnie abbiano in armi flotte di econavi, le stesse potrebbero munire le proprie imbarcazioni in navigazione di normali cavi elettrici, solo un po’ più grandi, che immettono corrente elettrica attraverso una spina allacciata a un impianto a terra nel porto. Le navi all’attracco possono così spegnere i motori, con un risparmio del 95% di CO2.

Portare energia sottobordo alle navi perché non tengano accesi i motori per produrre energia propria è uno dei progetti in atto nel porto di Bari, come ha spiegato Francesco Mariani, presidente dell’Autorità portuale del Levante, in una intervista rilasciata ad Ambient&Ambienti lo scorso novembre; e un altro porto in procinto di dotarsi di questo impianto è quello di Genova, che ha già approvato il suo piano energetico.

 

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