L’ecomostro della porta accanto che sembra non interessarci

Il rapporto “Abbatti l’abuso 2023” di Legambiente ci restituisce un Paese ricco di ecomostri lasciati a marcire e di una burocrazia incapace di abbatterli

 

Quanti sono in Italia e in Puglia in particolare, gli edifici o complessi di edifici considerati gravemente incompatibili con l’ambiente naturale circostante, in una parola sola, ecomostri?

Tantissimi ancora purtroppo. Il rapporto di Legambiente “Abbatti l’abuso 2023” è una cartina di tornasole vera, triste ma importante che fotografa nel nostro Paese le mancate demolizioni degli immobili costruiti abusivamente dopo la scadenza del terzo e, al momento ultimo, condono edilizio approvato.

Grande il divario tra nord e sud in termini di abusivismo. Sul triste podio le regioni del sud Italia

I numeri parlano chiaro: in Italia l’abusivismo edilizio si concentra soprattutto al sud e lungo le coste. Dal 2004 a dicembre 2022 nelle regioni più a rischio – Calabria, Campania, Lazio, Puglia e Sicilia – il numero delle demolizioni eseguite è stato del 15,3% dei 70.751 immobili abusivi per i quali è stato stabilito l’abbattimento da parte dei 485 Comuni che hanno risposto in maniera completa al monitoraggio civico promosso da Legambiente, pari al 24,5% del campione totale.
Sommando anche le risposte parziali, il numero totale delle ordinanze emesse si attesta a 83.430 con una media di 1 ordinanza ogni 310 cittadini. Davvero poche e ininfluenti rispetto all’enorme problema.

ecomostro rodi garganico abbattimento
L’ecomostro a Roccamare (Rodi garganico – FG), abbattuto nel 2021. L’edificio era stato costruito in zona inedificabile, in quanto a rischio di pericolosità di frana

Nello specifico dalla Puglia, che vanta una popolazione di 3.900.852 persone e 257 Comuni, sono arrivate solo 69 risposte complete, 4420 le ordinanze di demolizione emesse, 453 le ordinanze di demolizione eseguite. Dati che portano la Puglia al penultimo posto dopo Sicilia, Lazio, Campania. Fanalino di coda la Calabria che si ferma al 9,6%.

Il commento della presidente di Legambiente Puglia Daniela Salzedo: “Lo spettro di un nuovo imminente condono edilizio”

“Purtroppo la Puglia, mentre si torna a parlare di un nuovo condono edilizio, sta ancora pagando le conseguenza di quasi 20 anni di abusi non sanati” commenta la presidente di Legambiente Puglia, Daniela Salzedo, “neanche il 10% delle violazioni arriva ad essere abbattuto come si dovrebbe e oltre 4mila abusi continuano a minar l’integrità del nostro territorio”.

 Peccato per una regione in forte espansione, attività in forte crescita (con una stima del 9,1%, come non accadeva dal 2004) e sempre più richiesta dal turismo internazionale. “Questa è una vera emergenza da contrastare.

Il rapporto sugli abusi edilizi di Legambiente in Puglia fotografa una bellezza violata e, ogni angolo della regione, il mattone illegale continua ad essere uno dei business più produttivi sia per l’utenza abitativa che per le imprese”.

Le province più virtuose che Legambiente ha voluto mettere sul podio sono quella di Rieti, con il 41,8% degli abbattimenti sulla base delle ordinanze emesse nel periodo di riferimento, seguono quella di Agrigento, con il 33%, Benevento con il 32% (dato di cui non fa parte il Comune capoluogo che è a zero) e Avellino, con il 30,4% (in questo caso, il Comune capoluogo incide notevolmente grazie al 39,4% delle ordinanze eseguite).

Sotto il 10% troviamo le province di Cosenza, Taranto, Brindisi, Caltanissetta, Barletta Andria Trani, Reggio Calabria, Foggia e Catanzaro.

In generale, il numero di trascrizioni degli immobili abusivi da parte dei Comuni è basso se non addirittura inesistente.
Nonostante le prescrizioni di legge, la procedura, che prevede – in caso di mancata demolizione entro i 90 giorni dall’ingiunzione – l’acquisizione automatica e gratuita al patrimonio comunale delle opere e dell’area, per una superficie massima di dieci volte la superficie dell’abuso, non viene quasi mai avviata.
I Comuni non procedono con le trascrizioni nonostante l’accertamento della mancata demolizione costituisca pieno titolo per il passaggio di proprietà e per la successiva trascrizione nei registri immobiliari.
Non vi sono, in caso di inerzia degli enti, particolari sanzioni, se non per qualche sporadico caso in cui la Corte dei conti ha calcolato e addebitato al Comune il danno erariale dovuto alla mancata acquisizione o all’occupazione illegale da parte degli ex proprietari.

Condono: è davvero una pace edilizia?

Insomma sembra essere la solita vecchia storia di quando i nostri nonni costruivano anno dopo anno qualche stanza, magari in un terreno al mare e poi arrivava il condono e quelle quattro mura  diventavano una casa al mare da passare le vacanze o, come accade in questi anni, da rivendere a caro prezzo.
Tanto più che, sorpresa delle sorprese, si torna a parlare di condono anche se, per fortuna, ancora su questo punto sembra non esserci accordo nel Governo.

La nuova presidente di Legambiente Puglia, Daniela Salzedo

“L’annuncio di una nuova pace edilizia per sanare piccole difformità – replica Daniela Salzedo – rischia solo di alimentare ancor di più questo business peggiorando una già grave situazione. I numeri sulle demolizioni raccontano chiaramente l’inefficacia del quadro normativo in cui gli enti locali sono chiamati ad operare. Il nostro sforzo al fianco delle amministrazioni virtuose è quello di tenere alta l’attenzione, di stimolare i decisori politici a rendere più efficaci gli strumenti di contenimento del fenomeno e, soprattutto sensibilizzare i cittadini a non voltarsi dall’altra parte ed a denunciare ogni abuso”. 

Continuiamo così. Facciamoci del male” affermava un giovane Michele Apicella, Alias Nanni Moretti in una scena del film Bianca. Lui si riferiva semplicemente al fatto che il padre di una sua allieva dichiarava di non aver mai sentito parlare della Sacher Torte. Noi vorremmo prendere a prestito la frase perché realmente, continuando a cementificare, incuranti dell’ambiente, stiamo facendo del male a noi, alle future generazioni e, soprattutto alla nostra cara amata Terra. Arriveremo mai a capirlo?

Articoli correlati