Ecomondo, il faro sull’Innovazione Green: occasione da prendere al volo

Quando si parla di Green Economy e di Economia Circolare il punto di incontro fra stakeholders, trend e tecnologie è Ecomondo, la fiera della sostenibilità ambientale che parla di recupero della materia, energia e di sviluppo sostenibile

 

Dall’8 all’11 novembre nel quartiere fieristico di Rimini, due manifestazioni di Italian Exhibition Group, portano sotto i riflettori le Green Technologies: l’occasione da non perdere, anche per la necessità di svincolare il sistema Paese dalle fonti energetiche fossili, e la strada da percorrere puntando su transizione ecologica e su transizione energetica:

  • La 25ª Ecomondo, piattaforma di riferimento in Europa per il mercato dell’innovazione tecnologica dell’economia circolare e verde che si sviluppa nel contesto europeo del Green Deal e del Next Generation EU
  • La 15ª Key Energy, centrale per accelerare la diversificazione delle fonti energetiche in Italia. Focus su idrogeno, rigenerazione urbana ed efficienza energetica per completare il quadro della politica economica europea di decarbonizzazione.

Con Ecomondo e Key Energy 2022, si terrà la 10° edizione degli Stati Generali della Green Economy che tracciano la roadmap per raggiungere gli obiettivi climatici europei fissati per il 2030 e fotografa le performances verdi dell’Italia. La due giorni green è organizzata dal Consiglio Nazionale della Green Economy, composto da 68 organizzazioni di imprese, in collaborazione con il Ministero della Transizione Ecologica e la Commissione europea e con il supporto tecnico della Fondazione per lo Sviluppo Sostenibile.

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I temi di confronto

Tanti i temi del 94 convegni distribuiti nei quattro giorni del Salone, 15 sono targati Commissione europea attraverso sue agenzie operative e toccano i temi: gestione delle acque, Blue economy, ricerca e innovazione, finanza e formazione, Agri-food e catene del valore.

Quattro i focus:

  1. gestione e valorizzazione dei rifiuti e loro trasformazione in materia prima seconda;
  2. bioeconomia circolare e bioenergie;
  3. trattamento e gestione della risorsa idrica;
  4. bonifica e riqualificazione dei siti contaminati ed industriali dismessi e rischio idrogeologico..

Cinque i fili conduttori:

  1. Textile Hub. L´Osservatorio Tessile è l’hub che punta a raccogliere i principali player della filiera: dal produttore del rifiuto, ai gestori sino ai consorzi e associazioni di categoria, istituti di ricerca e sviluppo con il focus sull’ecodesign nella produzione tessile sostenibile.
  2. Salvaguardia e rigenerazione ambientale. Dalle trenchless technologies al risanamento e riqualificazione di siti inquinati e la rigenerazione delle coste, si esporranno esporranno le eccellenze Made in Italy per la tutela dell’ambiente che forniscono servizi di progettazione per grandi opere.
  3. Food waste. Istituzioni, aziende e cittadini per raggiungere l’obiettivo 12 dell’Agenda 2030 devono ridurre gli sprechi alimentari: ecco le ultime tecnologie e le buone pratiche che coniugano qualità del cibo e riduzione degli scarti nelle fasi di pre e post consumo.
  4. Villaggio della sanificazione. Tecnologie e prodotti sono oggi parte integrante degli standard di prevenzione e di salubrità degli ambienti di lavoro pubblici e privati.
  5. Innovazione. Start-up e scale-up italiane e internazionali completano con prodotti o servizi innovativi la filiera delle green technologies, dal riciclo alle rinnovabili, in partnership con ICE e ART-ER.

Networking fra 90 Paesi e COP27

I saloni organizzati da Italian Exhibition Group, punto di riferimento per le green technologies e rinnovabili in Europa e nel bacino del Mediterraneo, saranno l’edizione più internazionale di sempre: 600 top buyer provenienti da 90 Paesi, tra cui Nord Africa, Africa Sub Sahariana, Medio Oriente, Balcani, America Latina, Canada, Stati Uniti, oltre 80 associazioni e 30 delegazioni estere.

Ma Ecomondo sarà anche partner del Padiglione del Mediterraneo alla COP27 che si tiene dal 6 al 18 novembre a Sharm el-Sheikh.

Per la prima volta nella sua storia, la Conference of Parties, riunione annuale dei Paesi che hanno ratificato la Convenzione Quadro delle Nazioni Unite sui Cambiamenti Climatici, ospita uno spazio per tutti gli attori pubblici e privati, scientifici e accademici, tecnici, politici, della società civile, della finanza e delle imprese attivamente impegnati ad affrontare la crisi climatica nell’area del Mediterraneo. L’obiettivo è puntare l’attenzione verso una regione trascurata nei negoziati sul clima, che, però, è la seconda area del pianeta che si riscalda più velocemente, del 20% rispetto a tutte le altre. Nel contempo, il Mediterraneo è anche un hub di soluzioni emergenti di economia rigenerativa, sia dal punto di vista delle politiche pubbliche sia delle iniziative private, ed è su questo versante che il Padiglione del Mediterraneo intende raggruppare le best practice che possono servire da modello per incrementare sforzi simili a livello globale.

L’iniziativa è guidata dall’Unione per il Mediterraneo (Union for the Mediterranean – UfM) insieme al Programma delle Nazioni Unite per l’Ambiente – Piano d’azione per il Mediterraneo (UNEP-MAP) e alla Fondazione Prima, insieme a una coalizione delle principali organizzazioni che si occupano di mitigazione e adattamento ai cambiamenti climatici nella regione. Con un approccio innovativo, il Padiglione del Mediterraneo si avvale del network indipendente di esperti di cambiamenti ambientali e climatici (MedECC) quale comitato scientifico per le sue attività. Il MedECC riunisce oltre 600 scienziati provenienti da 35 Paesi e ha pubblicato nel 2019 il primo rapporto scientifico di valutazione sull’impatto dei cambiamenti ambientali e climatici nella regione del Mediterraneo.

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