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Ecomafie, WWF: «Introdurre Delitti ambientali in codice penale»

«Per fermare mafia e inquinatori, il WWF chiede di adeguare il Codice dell’Ambiente con un apposito titolo sui Delitti ambientali. Per questo, si chiede l’autorevole intervento del presidente Napolitano sul Parlamento italiano, perché si converga al più presto su testi che già hanno avuto un consenso bipartisan».

L’appello è stato lanciato durante l’audizione promossa dalla commissione Ambiente della Camera sul decreto legge sulle emergenze ambientali e industriali, quali Terra dei fuochi (foto) e Ilva. Per il WWF è importante che il presidente Napolitano abbia richiamato l’attenzione del Paese sulla serietà del fenomeno noto come Terra dei Fuochi, assicurando il suo «costante impegno a sollecitare, a tutti i livelli di governo, gli interventi necessari».  Tra questi, la mappatura del territorio e l’individuazione della aree maggiormente inquinate.

A fianco del reato di combustione illecita dei rifiuti previsto dal decreto, il WWF sottolinea che sia giunto finalmente il momento per colpire duramente gli inquinatori e la criminalità: bisogna adeguare il Codice Penale introducendo uno specifico titolo ai Delitti contro l’ambiente.

Il WWF ricorda che di questa riforma si parla da quattro legislature. Da tempo si è raggiunto un accordo da parte di tutte le forze politiche su un testo che identifichi specifiche fattispecie delittuose quali: disastro ambientale; traffico e abbandono di materiale radioattivo; associazione a delinquere, anche di stampo mafioso, finalizzata ai crimini ambientali.

[fonte: ASCA]

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