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Ecomafie, Puglia al quarto posto. Il rapporto di Legambiente

Le documentazioni di solito contengono numeri che pochi sono capaci di decifrare.

<p>sigillo di una preziosa pergamena trafugata</p>

sigillo di una preziosa pergamena trafugata

Ma i pensieri di uno scrittore poeta sono universali e comprensibili da chiunque. È Roberto Saviano, nella prefazione del dossier Ecomafia 2010, realizzato dall’Osservatorio sulla legalità di Legambiente e appena presentato anche a Bari, a far percepire in poche parole l’emergenza che vive il Paese, senza preoccuparsi, come sempre, dell’immagine che ne viene fuori. «Quando metterete lo sguardo su questo dossier – scrive Saviano – nonostante tutto il chiasso che vi circonda, sentirete soprattutto silenzio. E tutto quello che leggerete vi arriverà direttamente allo stomaco».

<p>bidoni di olio inerte abbandonati</p>

bidoni di olio inerte abbandonati

Saviano solleva nella prefazione anche un’altra questione importante, che riguarda la cosiddetta “emergenza rifiuti” in Campania. Fa notare come cambi la prospettiva del problema una volta letto il rapporto. Quella che hanno voluto far credere fosse finita – l’emergenza rifiuti – è stata solo sotterrata, così come i rifiuti che l’hanno causata.
Nonostante la crisi economica, nel 2009 il fatturato delle ecomafie ha raggiunto livelli record, superando i 20,5 miliardi di euro. Sono cresciuti anche i reati contro l’ambiente, 28.586, quasi 80 al giorno, più di 3 ogni ora. È definitivamente mutata la geografia della criminalità ambientale che ha assunto un carattere globale e ha esteso i suoi tentacoli all’Africa e al sud est asiatico.
Oltre alle ormai consuete attività criminali (rifiuti, cemento, racket degli animali, truffe alimentari, beni culturali, agromafia), Ecomafia 2010 racconta anche la grande truffa del calcestruzzo depotenziato, con cui sono stati costruiti ospedali, scuole, viadotti, gallerie e case, con enormi rischi per l’incolumità delle persone. L’edizione di quest’anno si concentra anche sulle attività illegali nei settori dell’eolico, dei mercati ortofrutticoli e dei centri commerciali.

<p>Francesco Tarantini presidente Legambiente Puglia</p>

Francesco Tarantini presidente Legambiente Puglia

A Bari i dati pugliesi del Rapporto Ecomafia 2010 sono stati presentati in conferenza stampa  da Francesco Tarantini, Presidente di Legambiente Puglia, alla presenza di Lorenzo Nicastro, Assessore alla Qualità dell’Ambiente della Regione Puglia. I dati che emergono dal rapporto sulla criminalità ambientale circoscritti alla Puglia sono allarmanti, anche se il presidente Tarantini  preferisce leggerli in chiave positiva: «Se nella classifica generale dell’illegalità ambientale 2009 in Italia, la Puglia si mantiene al quarto posto – spiega – con 2.674 infrazioni accertate, 2.211 persone denunciate, 15 arrestate e 1.614 sequestri effettuati (per cui si “aggiudica” il secondo posto), significa che i controlli si sono accentuati e che quindi il contrasto alle ecomafie è sempre più attivo».

<p>Carabinieri subacquei</p>

Carabinieri subacquei

«I numeri confermano – continua il Presidente – la risposta efficace alle aggressioni ambientali data dalle forze dell’ordine e dalla magistratura contro chi pensa di lucrare a danno della salute dei cittadini e del territorio. A questo si aggiunge che la Puglia è l’unica regione in Italia che ha promosso un accordo di programma finalizzato a creare una sinergia fra le forze dell’ordine, Arpa e Cnr per rafforzare e potenziare l’attività di controllo e monitoraggio del territorio attraverso mezzi tecnologicamente avanzati per contrastare la criminalità ambientale».

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