Ecomafia, la Puglia seconda per illegalità ambientale: un reato su 10 è qui

Lo smaltimento illegale di rifiuti industriali è il più pericoloso campo d’attività delle ecomafie

Avrebbe fatto volentieri a meno di salire sul podio. Eppure, la Puglia, ‘guadagna’ una posizione in una classifica che di virtuoso ha davvero poco. È medaglia d’argento nella graduatoria annuale dell’illegalità ambientale

La Puglia è seconda, dietro la Campania e prima della Sicilia nella poco ambita classifica degli eco-reati. A certificarlo è il Rapporto Ecomafie presentato da Legambiente, frutto dell’elaborazione di dati delle forze dell’ordine e delle Capitanerie di porto (il report, edito da Edizioni Ambiente, è acquistabile nelle migliori librerie o direttamente sul sito della casa editrice. I numeri sono impietosi: in Puglia nel 2019 sono stati compiuti 3.598 reati, attestandosi sul 10,4% del totale nazionale. In sostanza un reato su 10, in Italia, è commesso in Puglia, dove le persone denunciate durante l’anno sono state 3.200, con 7 arresti e 1.020 sequestri. Ben lontana la Campania, con 5.549 reati, mentre in Sicilia sono stati 3258. In coda alla classifica, la Val d’Aosta (che non raggiunge le tre cifre, fermandosi a 78 reati), Trentino Alto Adige (409) 3 Molise (530).

I settori

«Nel Rapporto Ecomafia 2020 la Puglia sale al secondo posto nella classifica nazionale dell’illegalità ambientale, con Bari e Lecce le province più colpite dai reati – sottolinea Francesco Tarantini, presidente di Legambiente Puglia – Non diminuiscono l’abusivismo edilizio, i reati legati al ciclo dei rifiuti e quelli contro la fauna. La nostra Regione rimane in balia degli abbandoni e della combustione illecita dei rifiuti, mentre latitano gli abbattimenti degli edifici abusivi che continuano a essere sporadici».

Al ciclo dei rifiuti il top dei reati

Tra gli ambiti del report, analisi dello smaltimento illecito dei rifiuti

Una fotografia spietata. Che si rende ancor più evidente nel dettaglio della graduatoria, a cominciare dal ciclo illegale dei rifiuti, reputato il settore più redditizio per le agromafie. In questo ambito la Puglia non migliora e nel 2019 si attesta (nuovamente) al secondo posto con 835 infrazioni accertate (l’8,8% sul totale nazionale), 965 persone denunciate, 6 arrestate e 314 sequestri effettuati, con Bari e Foggia che rientrano nella Top ten.

Una situazione che dal 2002 all’ottobre 2020 ha portato a 81 inchieste contro attività organizzate per il traffico illecito dei rifiuti. In sostanza, circa il 16,5% delle inchieste svolte su tutto il territorio nazionale si è tenuto in Puglia. Queste hanno portato a 219 ordinanze di custodia cautelare, 645 persone denunciate e 94 aziende coinvolte con oltre 6 milioni di tonnellate di rifiuti sequestrate.

La pandemia

Solo il lockdown ha fermato per un breve periodo i piromani dei rifiuti. Nella classifica sugli incendi negli impianti di trattamento, smaltimento e recupero dei rifiuti in Italia, dal 1 gennaio 2013 al 17 ottobre 2020 la Puglia si piazza al settimo posto con 81 incendi negli impianti.

Il cemento

Un’altra poco invidiabile medaglia d’argento la Puglia la ottiene nell’illegalità nel ciclo del cemento: nel 2019 la regione sale al secondo posto con 1.350 infrazioni accertate (l’11,8% sul totale nazionale), 1.365 persone denunciate e 335 sequestri effettuati.

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Il racket degli animali

Non solo lo sfruttamento della terra. Anche per quanto riguarda il racket degli animali (corse clandestine di cavalli, combattimenti clandestini, traffico di animali da compagnia, commercio illegale di specie protette, macellazione clandestina, abigeato, bracconaggio e pesca di frodo), la Puglia sale sul podio (ma scende al terzo posto): 801 infrazioni accertate (il 9,9% sul totale nazionale), 716 persone denunciate, un arresto e 320 sequestri effettuati.

Nella classifica provinciale dell’illegalità contro la fauna nel 2019, Bari, Lecce, Taranto e Foggia si piazzano rispettivamente al sesto, quindicesimo, diciottesimo e ventesimo posto. E anche in questo caso diverse le operazioni svolte dai Carabinieri Forestali contro l’abbattimento illegale di uccelli acquatici e svernanti presenti nelle zone umide della Provincia di Foggia e BAT.

La corruzione

Tra gli eco- reati, c’è anche la corruzione, considerata – ovviamente – tra i peggiori nemici dell’ambiente. Dall’ 1 gennaio 2019 al 17 ottobre 2020, in Puglia ci sono state ben 13 inchieste sulla corruzione in materia ambientale, con 30 persone arrestate, 110 denunciate e 13 sequestri effettuati. Una delle vicende più emblematiche riguarda l’operazione T-Rex, inchiesta della Guardia di Finanza di Taranto che ha indagato sull’ampliamento della discarica di Grottaglie.

L’archeomafia

Sul fronte dell’archeomafia, l’aggressione criminale al patrimonio artistico e archeologico, la Puglia, una delle regioni più ricche di reperti archeologici ma anche di tombaroli attivi, nella classifica nazionale dell’arte rubata 2019 sale al 5° posto con 47 furti di opere d’arte.

L’efficacia degli anticorpi: i dati positivi

Non solo dati negativi. E così il Rapporto evidenzia anche quali sono gli “anticorpi”. Oltre alle denunce dei cittadini, alle attività svolte da forze dell’ordine, Capitanerie di porto e magistratura, si conferma la validità di provvedimenti legislativi, spesso faticosamente approvati, come la legge sugli ecoreati (68/2015) e quella contro il caporalato, la 199/2016. Con il primo provvedimento, entrato in vigore a fine maggio del 2015, l’attività svolta dalle Procure, secondo i dati elaborati dal ministero della Giustizia, ha portato in Italia all’avvio di 3.753 procedimenti penali (quelli archiviati sono stati 623), con 10.419 persone denunciate e 3.165 ordinanze di custodia cautelare emesse. Grazie alla legge sul caporalato, nel 2019 le denunce penali, amministrative e le diffide sono state complessivamente 618, contro le 197 del 2018 (+313,7%) e sono più che raddoppiati gli arresti, passati da 41 a 99. Le aziende agricole sono quelle più coinvolte ma i controlli sui cantieri edili effettuati dal Comando carabinieri tutela del lavoro stanno rivelando un’illegalità sempre più diffusa, con 2.766 reati, 3.140 persone denunciate e 32 sequestri.

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