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Ecologia: Ecosia, il portale green sfida Google

L'industria del legno è la prima causa della deforestazione selvaggia in Amazzonia

Ecosia, una startup con base a Berlino, un’alternativa a Google, nato a dicembre 2009, è il primo motore di ricerca ecologico che ha come fine ultimo la protezione di migliaia di ettari di foresta amazzonica. Fino a oggi, infatti, Ecosia ha donato l’80% dei suoi proventi alla protezione della foresta pluviale. In tre anni sono già stati donati 1,3 milioni di Euro al WWF, grazie agli oltre 200,000 utenti e agli oltre 20 milioni di ricerche effettuate ogni mese.

Il sito green dà ai suoi fruitori l’opportunità di aiutare l’ambiente senza spendere un centesimo e senza compromettere la qualità della ricerca; dal suo canto ottiene un contributo economico dagli sponsor ogni qual volta gli utenti cliccano sui link delle aziende pubblicizzate: «Grazie ai link sponsorizzati, i motori di ricerca guadagnano miliardi ogni anno», dichiara il fondatore Christian Kroll. 29 anni, nato a Wittenberg, nel Sachsen-Anhalt – ai tempi Germania dell’Est, ndr -, ha studiato gestione aziendale a Norimberga ma poi si è “convertito” all’ambiente.

Christian Kroll

«Ho viaggiato per il mondo dopo aver studiato e ciò mi ha aperto gli occhi. Da allora cerco di risolvere i problemi nel mondo». Ha cominciato, quindi, a viaggiare e lungo i suoi numerosi itinerari si è dedicato alla lettura ecologista. «Specialmente “The World is Flat” (in Italiano “Il mondo è piatto, breve storia del ventunesimo secolo”), dal quale ho appreso che il 20% delle emissioni di CO2 è causato dalla deforestazione delle foreste pluviali».

Kroll ha sempre lavorato molto con internet; «e quando la coscienza ambientale è cresciuta – racconta Kroll – mi è venuta l’idea di creare un sito che aiutasse l’ambiente». Secondo i suoi calcoli di se solo l’1% degli utenti di internet usasse Ecosia, ogni anno si potrebbe salvare una foresta pluviale grande quanto la Svizzera. 

Dopo mesi di sviluppo, Ecosia ha lanciato una versione completamente rivista del suo search engine, caratterizzata da un netto miglioramento dei risultati di ricerca che le permettono di competere con il meglio, rendendola una vera e propria alternativa a Google & Company. «Da adesso, non c’è più motivo di cercare con Google – chiosa Kroll -. Ecosia offre risultati dello stesso calibro e aiuta a combattere il cambiamento climatico allo stesso tempo», – ha puntualizzato il fondatore di Ecosia.

Christian e Piotr al lavoro

L’obiettivo di Ecosia per il prossimo futuro è piantare un milione di alberi nell’anno venturo. Per lo scopo, il portale green ha chiesto la collaborazione di The Nature Conservancy, nota organizzazione di protezione ambientale; e prevede di donare un totale di 1milione di dollari al programma di riforestazione dell’organizzazione Plant A Billion Trees”, sempre nel corso dei prossimi dodici mesi. Una bella cifra «ma cerchiamo di fare del bene il più possibile. A Ecosia non interessa la massimizzazione dei profitti». Quanto agli alberi, «siamo già sulla buona strada, ne piantiamo uno ogni 73 secondi». Per garantire piena trasparenza circa le donazioni, l’azienda pubblica le ricevute e le certificazioni di donazione ogni mese.

Lo stesso portale è totalmente CO2 neutrale, i server sono alimentati a energia verde, conclude Christian Kroll, «neutralizziamo persino le emissioni causate dal dispositivo dell’utente. Usiamo un progetto gold-standard per la neutralizzazione».

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