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Ecoidrologia: preservare l’oro blu per l’equilibrio degli ecosistemi

Molteplici sono gli strumenti e le discipline che permettono all’uomo di indagare l’ambiente che lo accoglie, scoprire i meccanismi che lo regolano e, di conseguenza, sfruttarne le risorse. Tra queste vi è l’acqua, risorsa rinnovabile, tecnicamente inesauribile, alla base di tutte le forme vitali e indispensabile all’umanità nei suoi molteplici utilizzi. Ma i mutamenti climatici stanno determinando una parziale alterazione del suo ciclo naturale: pressione demografica, evoluzione degli stili di consumo, inquinamento e incremento del fabbisogno energetico sono tra i principali acceleratori della crisi delle risorse idriche.

Su queste basi fonda l’ecoidrologia, che connette la disciplina dell’idrologia al vasto settore dell’ecologia per studiare le interazioni esistenti fra i caratteri idrologici di un sito e gli ecosistemi presenti nel sito stesso, con l’obiettivo di stimare e prevedere gli impatti che l’uso delle risorse idriche da parte dell’uomo avrà sull’ambiente.

Durante la terza tappa di Segnavie, il ciclo di conferenze promosso e realizzato dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Padova e Rovigo per Orientarsi nel mondo che cambia, si indagherà sulle cause che stanno provocando un crescente squilibrio idrico e sui rischi corsi dagli ecosistemi. Oggi a Padova, presso il Centro Congressi Papa Luciani, il “Nobel dell’Acqua” e inventore dell’ecoidrologia, prof. Ignacio Rodríguez-Iturbe (nella foto), e il direttore della Smith School of Enterprise and Environment dell’Università di Oxford, Sir David King, forniranno una chiave di lettura idroecologica al problema durante il Dialogo sul futuro dell’ambiente. Scopo del dibattito, moderato dal giornalista di Repubblica ed esperto di tematiche ambientali Antonio Cianciullo, è sensibilizzare la platea a un consumo responsabile della risorsa idrica, in vista dell’Anno Internazionale per la Cooperazione dell’Acqua.

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