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Eco week nei Frantoi ipogei

Di grande fascino. Un’idea diversa dal solito, la visita nei Frantoi Ipogei. Sicuramente poco conosciuti dal grosso pubblico, ma ancora interessante e valida testimonianza di un passato che ha segnato momenti di sviluppo e di crescita del nostro territorio rurale. Tre giorni intensi di viaggio iniziando subito dal cuore del Salento. Il percorso inizia così, dal centro storico di Gallipoli dove è possibile vedere -nei pressi del cinquecentesco Palazzo Granafei – due importanti frantoi caratterizzati dalla presenza di ambienti sotterranei perfettamente funzionali. In alternativa, però, se ci si sposta per esempio verso Sternatia, per la sua particolarità, merita attenzione anche quello Granafei, appartenuto alla già citata nobile famiglia di cui porta il nome ed inserito in una rete di ben diciannove trappeti collegati fra loro.

Sternatia (Lecce): frantoio Granafei

Adesso però il “navigatore” punta sulla costa adriatica: altra tappa la cittadina di Vernole e il suo frantoio Caffa. Situato in Piazza Vittorio Veneto e utilizzato regolarmente sino ai primi anni del novecento, di grandi dimensioni, negli anni ‘90 finalmente è stato restaurato conservando ottimamente la sua struttura originaria che mette in luce, benché in parte, di ammirare al suo interno gli spazi in cui sostavano per giorni i contadini impegnati nelle operazioni di frangitura. Si può avere davvero l’immagine quasi reale (è la bellezza di questo sito) delle tecniche usate per la lavorazione dell’olio, proprio grazie alla presenza della grossa macina che schiacciava i frutti pronti per la spremitura e che spesso veniva tirata da un mulo.

Da qui inevitabile poi il “passaggio” in Valle d’Itria: Ostuni, l’incantevole Città Bianca, sarà il fulcro della seconda giornata. Nella Piana degli Ulivi, in aperta campagna, senza dubbio merita la visita al frantoio Lacopagliaro, interessante esempio di architettura rurale risalente al Medioevo. E sempre in zona non possono passare inosservate le cittadine di Cisternino e soprattutto Locorotondo sede della nota Cantina Sociale e punto di riferimento per anni di qualità di produzione agricola. Nel corso del pomeriggio, perché no, ecco una splendida passeggiata rilassante immersi nella “barocca” Martina Franca, con i suoi fastosi palazzi dai portali finemente scolpiti, le eleganti chiese e le splendide decorazioni di Palazzo Ducale.

L’itinerario si conclude a Grottaglie, nel Quartiere delle Ceramiche disseminato da botteghe artigiane, come un tempo specializzate nella produzione di manufatti artistici e d’uso della tradizione figulina locale. Anche qui numerosi i trappeti ancora una volta a simbolo per eccellenza dell’originaria vocazione agricola del comune e del sapiente uso di un territorio carsico ricco di grotte e cavità naturali. Ed appena fuori dal centro storico, consigliamo di ammirare la chiesa ed il convento di S. Francesco di Paola (XVI sec.) con annesso un interessante sistema di cavità e grotte sotterranee tra cui un frantoio e delle cisterne ipogee un tempo utilizzate dai frati per l’approvvigionamento idrico.

(Fonte: Portale ufficiale del turismo della Regione Puglia – www.viaggiareinpuglia.it).

Vernole (Lecce): frantoio Caffa

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