È ufficiale, Puglia in Zona arancione

Puglia, Basilicata, Calabria, Sicilia e Val d’Aosta in zona arancione, Sardegna in zona rossa, tutte le altre regioni in zona gialla. E’ questa la mappa dell’Italia a partire da lunedì 26 aprile come stabilito dalla Cabina di regia dell’Istituto superiore di sanità e che verrà ufficializzata dall’Ordinanza del ministro della salute Speranza

Cosa succede dal 26 aprile

Le maggiori aperture vengono fatte nei confronti delle regioni in zona gialla. Pochi sostanzialmente i mutamenti per quell arancioni. Le novità riguardano gli spostamenti tra comuni e la scuola.

Dal 26 aprile al 15 giugno sono consentiti gli spostamenti nel Comune per far visita ai parenti e amici nel limite di quattro persone, mentre per gli spostamenti tra regioni servirà il certificato verde rilasciato a chi ha completato il ciclo di vaccinazioni, è guarito dal covid o ha effettuato il tampone molecolare o antigenico 48 ore prima dello spostamento, purché muniti di certificati verdi. Resta il coprifuoco dalle 22 alle 5.

La scuola

Le scuole secondarie di secondo grado in zona arancione (come quella gialla) gialla garantiscono le lezioni in presenza per almeno il 70% e fino a un massimo del 100% dell’intera popolazione studentesca. Il resto applicherà la didattica a distanza.
Le istituzioni scolastiche, nell’esercizio dell’autonomia didattica e organizzativa e in relazione al rischio sanitario definito per il territorio, individueranno le modalità concrete con cui accogliere a scuola un numero crescente di studenti, comunque entro le fasce percentuali indicate dal legislatore. A tal fine una nota del Ministero dell’Istruzione precisa che si darà priorità alla presenza, soprattutto nelle scuole superiori, degli studenti delle prime e ultime classi.

L’articolo 3, comma 1, del Decreto Legge n. 52 del 22 aprile 2021 prevede che le disposizioni fin qui richiamate non possano essere derogate da provvedimenti dei Presidenti delle regioni e delle province autonome di Trento e Bolzano e dei Sindaci se non “in casi di eccezionale e straordinaria necessità dovuta alla presenza di focolai o al rischio estremamente elevato di diffusione del virus SARS-CoV-2 o di sue varianti nella popolazione scolastica. I provvedimenti di deroga sono motivatamente adottati sentite le competenti autorità sanitarie e nel rispetto dei principi di adeguatezza e proporzionalità, anche con riferimento alla possibilità di limitarne l’applicazione a specifiche aree del territori”. E questo significherebbe che lo stop o la riduzione delle presenze a scuola o, come accade in Puglia, la facoltà lasciata ai genitori di optare per le lezioni a scuola  o in Dad può verificarsi solo se è acclarato che i focolai di contagio vengono dalle classi. Questa precisazione sembrerebbe bloccare quanto dichiarato giorni fa dal Presidente della Regione emiliano, che ribadiva la volontà di prorogare la dad fino al 15 maggio con una nuova ordinanza. Aspettiamo tutti le prossime mosse di Emiliano.

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