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E-publication, quanto mi costi?

Si sta assistendo in questi tempi a una costante digitalizzazione delle edicole: gli editori tendono a pubblicare i loro giornali in rete, sia per contenere i costi, sia per avvicinarsi ai lettori sensibili verso le tematiche ambientali. Un’associazione ambientalista danese ha infatti invitato chiunque legge abitualmente i periodici a disdire gli abbonamenti cartacei, ripiegando sulle pubblicazioni on-line, al fine di risparmiare il consumo di cellulosa e combattere le emissioni di CO2.

Un recente studio di WAN-IFRA (World Association of Newspapers and News Publishers), ha tuttavia smentito le tesi propugnate dagli ambientalisti danesi. La stampa dei comuni quotidiani è innanzitutto molto più economica in termini energetici; i fenomeni di deforestazione, sono inoltre tamponati da frequenti opere di rimboscamento, che in Europa hanno comportato un generale aumento delle superfici boschive.

Il vantaggio dell’internet press in termini di emissioni di CO2 risulta inoltre puramente virtuale, in quanto strettamente legato allo stile di consultazione degli utenti, che potrebbero impostare un’intensità luminosa molto forte o, paradossalmente, stampare il contenuto per procedere a una più comoda lettura. Anche la forma grafica del sito ha un suo impatto nei consumi e non è raro che alcuni prodotti siano complessivamente più inquinanti del classico giornale.

Insomma, le attuali tecnologie e conoscenze non rendono le e-pubblications pienamente economiche e sostenibili: il tempo per mandare in pensione Gutenberg non è ancora arrivato.

 

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