“E il lupo non c’è più”. Forse perché per lui non c’è più posto?

Come sarebbero le favole se i loro protagonisti si trovassero nelle nostre città e sperimentassero i danni dell’inquinamento? La scrittrice Lucia Schiralli lo racconta in un piacevole libro utile non solo ai più piccoli ma anche ai grandi

 

Raccontare le favole ai bambini oggi è diventata un’impresa pressochè impossibile. Nei  bambini la meraviglia delle narrazioni fantastiche, gli occhi sgranati e la boccuccia aperta dallo stupore durano poco, e il perché è presto detto. Quello delle favole è un mondo che stride terribilmente con quello in cui i piccoli si trovano a vivere. Un mondo che relega la fantasia a componente di videogiochi, che sostituisce ai boschi incantati città affogate dal traffico e dal cemento. E anche chi, per tradizione,  racconta le favole, ossia i nonni, ormai viene quasi destituito dal suo ruolo, o perché chi ascolta è il primo a non credere, o perché proprio chi racconta non crede ciò che legge.

La scrittrice e insegnante Lucia Schiralli

E’ questo il punto di partenza di un libro che ai bambini racconta quello che ai protagonisti delle storie che hanno animato la nostra infanzia può accadere oggi. La scrittrice Lucia Schiralli lo racconta nel suo E il lupo non c’è più – la scatola del pianeta (Progedit).

La fantasia è morta?

Arricchito dalle illustrazioni della giovane e talentuosa Vittoria Santorsola, il libro racconta di un incontro tra generazioni, una bambina e un nonno e il bello è che le parti si invertono: la bimba è attaccata al mondo magico, il nonno la riporta alla realtà e le presenta un mondo distopico (ma questa è una parola “da grandi”, ai bambini va spiegata), dove la bellezza di un bosco è  violata e i rifiuti gettati dagli incivili  – quelli sì, reali – costringono i sette nani e i tre porcellini a trasferirsi in una città anonima e inquinata, Pinocchio non può più andare a cavalcioni della balena e Cappuccetto rosso va alla ricerca di un lupo troppo sempre considerato nemico, più che elemento essenziale degli ecosistemi.

Un nonno crudele? No, un nonno che invita la nipotina a prendere coscienza che le brutture del mondo contemporaneo possono essere riparate e che la salute del pianeta dipende da noi. Solo a questa condizione può essere ristabilito anche il rapporto di affetto tra nonno Otello e la nipotina.

Un libro interattivo

E il lupo non c’è più ha una particolarità, cioè presenta numerosi fogli che il piccolo lettore è invitato a riempire con disegni, parole, riflessioni: quasi un piccolo scrigno che la Schiralli (insegnante in una scuola primaria di Bari con alle spalle una solida formazione nel campo umanistico e pedagogico) per invitarlo a interrogarsi su questioni come alimentazione, ecologia e inquinamento.

E proprio questo piccolo ma interessantissimo libro sarà il protagonista dell’evento che il WWF Levante Adriatico ha organizzato in collaborazione con l’associazione Libri su misura a Bari in occasione dellOra della Terra sabato 23 marzo. Dalle 19,30 alle 21,30 la ludoteca dell’ospedale pediatrico Giovanni XXIII ospiterà i piccoli pazienti con le loro famiglie e tutti i bambini che, insieme ai loro genitori, vorranno prendere parte alla manifestazione che il WWF organizza in 190 Paesi del mondo, invitando a spegnere per un’ora le luci e a considerare, anche con azioni concrete, quanto possiamo contribuire proprio noi, con i nostri gesti, alla salute del pianeta e alla lotta al cambiamento climatico.

Bambini protagonisti, dunque, di un  futuro che tutti vogliamo più attento all’ambiente, ma che senza il nostro concreto impegno rischia di trasformarsi in un futuro dove Cappuccetto rosso e Biancaneve non avranno più un posto dove andare.

 

Lucia Schiralli, e il lupo non c’è più – La scatola del pianeta, Progedit, 2024, 12,00 €

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