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È il legno il nuovo bene rifugio

Un “bene rifugio” deve proteggere i risparmi in denaro dagli eventi economici infausti: inflazione, crisi sociali, guerre, malattie etc. Gli italiani, da sempre, hanno prediletto “il mattone”, oggi, però, il mercato immobiliare è fermo e decidere altre forme di investimento è complesso. E l’oro è caro. Cosa scegliere, allora? Marco Degiorgis, consulente patrimoniale indipendente tra i più autorevoli fra i cinquecento professionisti autorizzati in Italia, suggerisce il legno.

Il legno è necessario, ecologico, duraturo. «Lo hanno capito in tanti – afferma Degiorgis – e per questo, in un momento di grande incertezza economica come quello che attraversiamo, molti patrimoni guardano alla solidità di una bella piantagione come “bene rifugio”».  Lo afferma. Meglio se sono legni pregiati e ricercati, come il il rovere, per esempio, utilizzato per produrre le botti per il vino. Si può comprare un terreno, piantarci le piante e seguirne l’andamento – continua De Giorgis -; bisogna essere disposti ad attendere almeno vent’anni perché le piante raggiungano una dimensione commercialmente interessante e bisogna scegliere con cura la zona in cui si intende piantumare.

Sempre parlando del rovere da botti, quello più pregiato proviene dalla Francia, dalla Slavonia (regione della Croazia orientale) e dagli USA; quindi se lo si pianta in Italia non ha lo stesso valore e la stessa appetibilità commerciale. Oppure si possono acquistare quote di fondi o di società specializzate che investono in foreste e piantagioni di legno pregiato sul pianeta.

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