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È di Verona la 305^ vittima dell’Uranio Impoverito

Il caso ha voluto ma noi di Ambient&Ambienti avremmo desiderato tutt’altro, che mentre andava in rete l’articolo “Mio figlio è un Eroe”, dedicato al maresciallo Andrea Antonaci, un altro Eroe ci lasciasse e venisse a mancare all’affetto dei sui cari. Era di Verona Paolo Marchi, classe 1962, lascia 3 figli e la moglie. Ha lasciato tutti nel silenzio, quel silenzio che dalla fine degli anni ’90 avvolge migliaia di soldati rientrati dalla missione di pace nei Balcani sono stati colpiti invece che da un proiettile o una granata, da una malattia che ha già portato alla morte ben 305 soldati italiani. Il Presidente della Repubblica si è rifiutato d’incontrare i genitori, il sottosegretario alla Difesa si dice “troppo impegnato per cose più importanti” e mezzi di informazione tacciono pure.

Paolo si ammala lo scorso giugno di cancro al pancreas (sono tantissimi colpiti da questa specie di tumore), questa malattia non perdona ed in 6 mesi lo porta alla morte ieri 2 dicembre nell’ospedale Borgo Roma di Verona dove sarà possibile salutarlo fino a domani martedì 4 dicembre alle 15:00, ora prevista per i funerali. La causa è la stessa che non ha risparmiato altri 3mila militari: tumore causato dalle operazioni condotte, senza protezione, in territori bombardati con uranio impoverito.

Paolo partecipa a numerose missioni internazionali tra cui Bosnia e Kosovo (nella foto un militare italiano attraversa un quartiere bombardato), la paura di non essere in condizione di far sopravvivere la sua famiglia con il suo stipendio è più forte della paura di ammalarsi e morire di uranio. Ma quando si ammala la su amministrazione lo abbandona, perché appena un militare che ha il cancro chiede aiuto viene subito additato ed allontanato dal reparto che ha servito con spirito di abnegazione.

Nessuna causa di servizio, cure a spese proprie! L’unica testimonianza di affetto dalla famiglia e dai medici che si ritengono offesi nella loro etica professionale quando sentono parlare di possibili effetti vaccinali. È uranio – per abbreviare -, non c’è dubbio!

«Ma noi non molliamo – fa sentire Domenico Leggiero, responsabile del comparto difesa dell’Osservatorio Militare -, saremo vicini al dolore della famiglia, faremo il possibile per donare giustizia ai figli, faremo l’impossibile per vincere un’omertà impressionante che offende la coscienza degli italiani. La situazione è gravissima, se oggi viviamo questa crisi non è certo per colpa di chi sta morendo per aver eseguito un ordine, non è colpa di chi è ingiustamente in prigione per aver ottemperato a un ordine, lontano da casa, lontano dalla famiglia, lontano da quelle istituzioni che, in caso di problemi sono pronti a condannarli all’anonimato».

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