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Dune costiere, abitano qui natura e storia

La mappa del parco Dune Costiere

Un connubio naturale tra ambiente costiero e dell’entroterra che riesce a creare habitat suggestivi. È il Parco naturale delle Dune Costiere. Questa riserva interessa otto chilometri di costa, da Torre Canne a Torre San Leonardo, fino alla zona del Pilone, quasi all’interno del Villaggio di Rosa Marina, lungo un cordone dunale, che comprende una spiaggia e zone umide retro-dunali di grande pregio, dove si svolge anche attività di acqua-coltura. In quella zona, infatti, è stato ripristinato l’impianto tradizionale dell’ ‘800 per l’allevamento di anguille e cefali in acqua-coltura biologica. Sono presenti, inoltre, aree interne occupate da masserie storiche, frantoi, ipogei e lame con insediamenti rupestri che si trovano lungo la via romana. Si tratta, insomma, di un parco naturale, ma anche con un grande interesse agricolo, da cui ne prende la denominazione di Parco naturale delle Dune Costiere.

L'assessore Angela Barbanente e Gianfraco Ciola

Agronomo ed esperto in sviluppo rurale, custode della tradizione e delle testimonianze storiche e naturalistiche, Gianfranco Ciola è presidente del Parco naturale delle Dune Costiere. Mentre ci accompagna ala scoperta delle bellezze di quest’area, parla con entusiasmo e orgoglio del Parco.
Così ci spiega che per il secondo anno, insieme all’Area Marina Protetta di Torre Guaceto, è stato realizzato un programma di promozione di una serie d’iniziative sia nelle zone interne agricole, sia lungo la costa per sensibilizzare e responsabilizzare i visitatori ad un utilizzo più consapevole di questi ambienti naturali che hanno un ecosistema fragile e delicato. «Sono iniziative – spiega Ciola – per conoscere il mare, la spiaggia e soprattutto le zone naturali presenti lungo la costa, dalle dune e dalle retrodune, agli impianti di acqua-coltura e alle zone umide.

Il tabellone con la guida al parco

Ci sono zone interne agricole molto interessanti occupate da uliveti secolari, masserie storiche e frantoi ipogei, con prodotti di agricoltura di qualità che devono essere promossi attraverso una serie d’iniziative, dalle degustazioni in masseria, al cinema, alla stazione ferroviaria in zona Fonte Vecchia trasformata in centro visite. Altre iniziative si svolgono all’interno di insediamenti rupestri per conoscere i “tesori” nascosti di questo Parco».
L’attività, comunque, prosegue anche in autunno e inverno in una visione di destagionalizzazione. Si possono svolgere escursioni, visite guidate tra i beni presenti nel Parco (storia, archeologia) e degustazioni. «Perchè la nostra offerta – dice sicuro Ciola – non si ferma al paesaggio costiero ma si arricchisce di elementi che ci permettono di accogliere i visitatori in tutte le stagioni dell’anno».

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