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“Duna litoranea” per fermare l’erosione marina

Grottamare, Ascoli Piceno, operai a lavoro sull'arenile

Si chiama “Duna litoranea”. È la stessa tecnica, sperimentata con successo nell’ambiente litoraneo di Sabaudia, nel Parco nazionale del Circeo, per proteggere la linea di costa con l’aiuto dei marosi. È la sfida contro l’erosione marina in atto nel tratto di spiaggia libera di Grottammare, in provincia di Ascoli Piceno, in corrispondenza della pista ciclopedonale nord. Sul posto, da qualche giorno gli operai comunali hanno allestito le basi di un cantiere naturale in cui a lavorare saranno l’acqua, il vento e le correnti marine. Una porzione di spiaggia e della duna retrostante è stata delimitata con paletti di legno alti 70-80 cm da terra, collegati da spezzoni di corda, per evitare l’accesso a persone ed animali e lasciare, quindi, crescere indisturbata la vegetazione psammofila – da psammos = sabbia -.

Sacchi di iuta assicurati saldamente ai paletti di legno favoriranno il processo di rinascimento naturale dell’arenile a sua volta alimentato dalle correnti marine che depositano sabbia sulla spiaggia. La formazione di questo cordone dunale favorisce la rinaturalizzazione dell’ambiente con la messa a dimora di piante interessanti dal punto di vista floristico, come l’Euphorbia terracina, la Lobularia maritima, la Calistegia soldanella, le cui radici a loro volta rinsaldano il suolo e rafforzano la barriera naturale contro l’erosione costiera.

La consulenza è del dott. Giorgio Marini dello Studio Faunistico Chiros che ha effettuato uno studio particolareggiato dell’ambiente litoraneo in oggetto. L’iniziativa è dell’assessore all’Ambiente del Comune di Grottammare Giuseppe Marconi. “Con una spesa di pochi euro per le casse comunali e il minimo intervento umano – ha detto fiducioso del progetto -, tentiamo di fronteggiare l’erosione della costa e la rinaturalizzazione dell’ambiente. L’obiettivo è di valorizzare una zona di grande interesse naturalistico”.

Con il progetto delle dune litoranee, l’amministrazione comunale intende perseguire oltre alla conservazione anche la valorizzazione delle biodiversità. Infatti, sulla base delle caratteristiche ambientali dell’area, è stata inviata una segnalazione al Servizio Ambiente e Paesaggio della Regione Marche per ottenere il riconoscimento di Sito di interesse comunitario (SIC/Direttiva Habitat UE).

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