Due passi nell’Alta Murgia

Chiesa di San Magno

Primavera alle porte, zainetto in spalla e tutti a spasso lungo in Parco Nazionale dell’Alta Murgia! Con un’offerta di luoghi spesso poco noti agli stessi pugliesi, il “giovane” Parco è in grado di offrire scenari davvero mozzafiato.

La prima tappa del “nostro percorso ideale” è il Castello del Garagnone, noto anche come “Castello invisibile”. Fu costruito talmente ancorato allo sperone roccioso da apparire mimetizzato con l’ambiente circostante. Fondato in età normanna, il maniero nel periodo federiciano fu ristrutturato e registrato come domus, ovvero con funzione di gestione di un territorio – quello della Terra di Bari – tra i più produttivi sotto il profilo cerealicolo-pastorale. Numerose cronache parlano del Garagnone e del feudo di competenza come di un’area molto ricca, snodo tra i traffici che legavano l’Alta Murgia e le città costiere pugliesi. Il Castello fu poi semidistrutto dal terremoto del 1731. I resti ricalcano la via Appia, nei pressi dell’antica città peuceta Silvium, vicino l’odierna Poggiorsini.

Dal punto più alto è, ancor oggi, possibile ammirare la fossa bradanica e spaziare, all’orizzonte, verso il Monte Vulture e le vette del Pollino. E da qui si consiglia un percorso da farsi a piedi, lungo circa 8,5 km con dislivello complessivo di 600 m. Si parte dall’azienda Ventura per proseguire, senza particolari difficoltà di orientamento, su fasce tagliafuoco e strade bianche in agro di Spinazzola. Proseguendo in auto sarà facile raggiungere Lama reale, la più grande lama della Murgia. Da non perdere è la fioritura di asfodeli in primavera e di crochi e timo in autunno, ma anche il candore dei mandorli selvatici tra marzo ed aprile. Le tipiche steppe ed i pascoli arborati della Murgia offrono ampi spazi: sarà possibile puntare l’occhio verso Castel del Monte piuttosto che verso i paesi della costa. Per raggiungere Lama reale, dalla superstrada che costeggia Ruvo di Puglia provenendo da Bari, occorre prendere lo svincolo per Castel del Monte e, subito dopo, quello per Poggiorsini. Seguendo sempre le indicazioni per Poggiorsini si troverà un luogo dove sarà possibile parcheggiare (33T 616220E – 4541778N).

Un esemplare di "Bellavedova"(Hermodactylus tuberosus) - Parco dell'Alta Murgia

Da qui si potrà partire per un’escursione a piedi facile ma molto bella, tra gli ampi panorami della Murgia. Il percorso ad anello, tra andata e ritorno, è percorribile in 4 ore, con un dislivello massimo di 150 m. Attraversata la provinciale per Poggiorsini, si scende al fondo della lama e si inizia a risalirne il versante opposto in direzione Sud, per raggiungere il sito archeologico di Coppa. Seguendo in direzione Ovest si torna ad attraversare la provinciale per Poggiorsini all’altezza di una piccola cava di pietra, per poi salire verso l’altura di Murgia l’Esca. Camminando ancora verso nord-ovest si raggiungerà un varco nel muretto a secco (33T 613432E – 4542818N), per entrare in una zona di pascolo arborato dove potremo incontrare alcune tombe a tumulo datate al IX–V secolo A.C.. Le più belle però si visitano in un’area che si raggiunge dirigendosi verso Nord-est (33T 613943E – 4543503N). Per tornare si riprende, in direzione Sud-est, la vicina pista sterrata fino ad un gruppo di fabbricati rurali, non distanti dal punto di partenza.

Invece, a circa 13 Km da Corato in direzione sud-sudest, sarà possibile visitare una necropoli di sepolcri a tumulo, con tutta probabilità risalente alla tarda età del bronzo. Non molto distante sorge la chiesa-neviera di San Magno, riconducibile ai primi decenni del XII sec. e collocata nei pressi dell’omonima masseria ottocentesca. Ecco come nel medioevo si univano sacro e profano: questo edificio, infatti, era destinato nella parte interrata alla raccolta della neve da utilizzarsi d’estate come refrigerante, nella parte superiore a luogo di culto.

Castel del Monte

La chiesa, fatta di malta e di pietre disuguali tra loro, troneggia su un largo spiazzo ed è circondata da pareti a secco semi diroccate. In prossimità della chiesa si trova la fontana di S. Magno, unica grande raccolta perenne della Murgia, che accoglie una popolazione isolata di rana verde, oltre al tritone italico, alla natrice e diversi limicoli, quando l’acqua esonda allagando le aree circostanti. Durante i periodi di siccità estiva è luogo di abbeveraggio per molte specie di fauna.

Da questo luogo si può partire per una facile escursione nel cuore dell’Alta Murgia, priva di dislivello apprezzabile. Si svolge in buona parte su pista, fra dolci declivi e paesaggi aperti, pascoli e vecchie strutture della civiltà pastorale. Lungo il percorso si potranno ammirare – proprio in questa stagione – le ricche fioriture di perastri, mandorli selvatici, timo, asfodeli. L’escursione, di circa 3 ore su un percorso ad anello, parte in direzione Ovest costeggiando il muro di cinta di Masseria San Magno. Qui si incontreranno alberi di noce e mandorlo selvatico, seminativi e pascoli arborati, fino a raggiungere lo Jazzo Tarantini (33T 612936E – 4546660N). Si prosegue costeggiando il perimetro di un bosco di pini (33T 612785E – 4547206N) e, verso sud, si inizierà a salire sul versante di una tipica lama murgiana per circa 3 Km. In direzione Sud-ovest, sarà possibile individuare un gruppo di grosse querce secolari. Lì si troverà un vecchio trullo, molto ben conservato, sovrastato da una maestosa quercia (33T 611170E – 4544534N). Non siamo lontani dal punto di partenza. Arrivati fin qui non si potrà non visitare Castel del Monte. L’ultima tappa prevede un’escursione a piedi in prossimità dell’edificio voluto da Federico II, dal 1996 patrimonio dell’Unesco.

Fonti: Ministero dell’Ambiente; Parco Nazionale dell’Alta Murgia (clicca per i dettagli dei percorsi a piedi); Guida al Parco Nazionale Dell’Alta Murgia, Centro Studi Torre di Nebbia, 2006. Per la cartografia si consiglia di consultare il link: www.parcoaltamurgia.gov.it/cartografia.

(Foto di: Giovanna Lodato)

Articoli correlati