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Da Dubai arriva l’eco della Da Vinci Tower: primo grattacielo dinamico

Il progetto di David Fischer e il suo staff per il primo grattacielo “dinamico”. Al momento però la Da Vinci Tower è solo su carta

Era solo il 2010 quando Ambient&Ambienti raccontava la straordinaria idea che portava con sé der Heliotrope, l’edificio di germanica origine che «cattura e produce energia seguendo il movimento apparente del sole» (Leggi: Mi gira la casa!).

A poco più di 10 anni di distanza il concetto di costruzione dinamica sembra arrivato ad uno step successivo.

La Da Vinci Tower

La “versione 2.0” arriva direttamente da Dubai, la capitale degli Emirati Arabi, negli ultimi anni sempre più feconda di idee grandiose sostenute da capacità finanziare che sembrano non conoscere limiti.

Da Vinci TowerSi chiama Da Vinci Tower, ma viene molto più comunemente definita Torre “rotante” o “dinamica”.
Il perché è presto detto.

Il concetto di edificio dinamico raggiunge livelli inimmaginabili: ogni appartamento è slegato da quello di sopra e da quello di sotto, e può ruotare su se stesso a 360 gradi (cioè, attorno ad un pilone centrale che è fulcro e asse portante del palazzo), in base alla posizione del sole, al paesaggio che si vuol privilegiare o a qualsiasi altra motivazione.

La logica conseguenza è un grattacielo che modifica costantemente la sua fisionomia, con le “forme” più disparate.

Da Vinci TowerAl suo interno nasceranno – oltre ai già citati appartamenti – anche uffici, un hotel, cinque ville di 1500 metri quadrati l’una dislocate sugli ultimi piani e posto auto ai piedi della torre.
Sarà costruito addirittura un eliporto.

La bellezza della Da Vinci Tower – oltre alla spettacolare innovazione tecnologica – risiede anche nel far ricorso ad una serie di caratteristiche ossequiose del rispetto ambientale.

Le più classiche, turbine eoliche presenti per ogni singolo appartamento e pannelli fotovoltaici che riempiono il tetto dell’edificio, garantendo un’autonomia energetica del 100%.
Perché si sa che a queste latitudini piace fare le cose per bene. E in grande.

David Fischer e il Dynamic Architecture Group

C’è un po’ di Italia in questa costruzione che a partire dal 2020 dovrebbe (il condizionale è d’obbligo, perché il progetto partorito nel 2001 è ancora in uno stato embrionale e non sarà così facile rispettare la tempistica) arricchire lo skyline della capitale araba.

Da Vinci Tower

L’architetto italo-israeliano David Fisher

Il progettista è l’architetto italo-israeliano David Fischer – laureato in architettura a Firenze dove è stato per anni docente – assieme al suo tuo team, il Dynamic Architecture Group.

Un nome che non lascia dubbi sulla loro mission architettonica.
Il materiale adoperato, inoltre, proviene da Altamura (provincia di Bari).

Qualche dubbio, come detto, permane sull’effettiva realizzazione del Da Vinci Tower, in quanto siamo di fronte ad un’opera edile alta più di 400 metri, con 80 piani, e con alcune peculiarità senza precedenti che giustificano tali legittime perplessità.
Che si realizzi per davvero oppure no, che si finisca entro il prossimo triennio oppure no, la strada ormai è segnata.

Gli studi nel settore dell’architettura dinamica vengono intensificati e approfonditi di giorno in giorno, sviluppando una nuova filosofia edile e culturale in senso lato.
La sensazione è che la Da Vinci Tower arriverà a compimento e sarà un precursore di un movimento che concepirà nel breve e medio termine altre opere di pari ingegno e… dinamismo.

 

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