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Dossina e Pcb: confermato lo stato di contaminazione della catena alimentare

Il biomonitoraggio del sangue degli allevatori conferma la relazione fra dossine+pcb e impianti inquinanti. “I livelli di diossine e PCB osservati nel sangue degli allevatori di masserie nella fascia 0-15 km dal polo industriale sono consistentemente più elevati di quelli osservati a distanze maggiori. Questo dato è coerente con i risultati del monitoraggio alimentare condotto dalla Asl che ha rilevato in questa area numerose situazioni di non conformità rispetto ai limiti di legge”. È quanto si legge nei dati forniti dal ministro Renato Balduzzi alle associazioni ambientaliste oggi a Taranto.

Questi dati confermano come lo stato di contaminazione della catena alimentare abbia prodotto più alte concentrazioni delle diossine e dei Pcb nel sangue della popolazione più esposta, come appunto gli allevatori i quali in genere si cibano dei loro prodotti. La relazione fra distanza dal polo industriale e presenza di diossine e Pcb nel corpo umano deve far riflettere perché questi cancerogeni nel sangue analizzato diminuiscono quando ci si allontana dagli impianti inquinanti.

Inoltre, nella documentazione fornita dal ministro, si legge che “per alcuni metalli (in particolare manganese, ma anche arsenico, cadmio e piombo) i livelli nel sangue degli allevatori corrispondono a quelli della fascia medio-alta della popolazione italiana”. In alcuni punti la documentazione sembra minimizzare il rischio delle diossine nell’aria a Taranto ma questo è coerente con quanto sappiamo: le diossine sono pericolose se ingerite, mentre la contaminazione per inalazione è secondaria. Le diossine entrano, infatti, nel corpo umano per il 98% attraverso l’alimentazione, specialmente mangiando i grassi animali.

(fonte Peacelink)

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