Input your search keywords and press Enter.

Qualcuno ha pensato alle lame?

Non tutti sanno che la quasi totalità dei comuni aderenti al Piano Strategico poggiano in gran parte su di un territorio carsico nel quale si intaglia una rete di lame, antichi solchi erosivi di elevato pregio naturalistico, segno distintivo del paesaggio pugliese insieme alle doline ed agli inghiottitoi. Le lame costituiscono corridoi ecologici che mettono in comunicazione ecosistemi diversi dalla Murgia fino al mare; sono ambienti di elevata biodiversità ricchi di specie vegetali e faunistiche molto rare. Qui si conservano tracce della continuità insediativa storica di Terra di Bari: chiese, ipogei e insediamenti rupestri disseminati lungo il tratto di lama Balice e le lame San Giorgio e Lamasinata. Pregi artistico-ambientali sì molti, ma anche tante criticità.

Un tratto di Lama San Giorgio

Lame osservate speciali– Prima fra tutte l’elevata pressione antropica che minaccia seriamente questi ecosistemi. Edificazione invasiva degli alvei, discariche abusive a cielo aperto, scarico di acque reflue non depurate, pratiche agricole dannose e intensive mettono in serio pericolo l’incolumità di un territorio che invece andrebbe tutelato e preservato. La morfologia del territorio rende i bacini delle lame largamente permeabili e, come si è visto recentemente, forti piogge possono generare piene di elevata entità.  Questo in larga pare è la conseguenza dell’urbanizzazione indiscriminata che ha assorbito nel tessuto urbano di alcune zone della MTB alcuni reticoli idrografici senza che vi sia stata alcuna attività di pianificazione e di mitigazione del rischio idrogeologico. Il PAI, Piano di Assetto Idrogeologico, redatto nel 2005 dall’Autorità di Bacino, ha individuato le aree a rischio idrogeologico e lì ha regolamentato con le proprie “Norme tecniche di attuazione” gli interventi di urbanizzazione ed infrastrutturazione delle zone della MTB.

Una piena nella lama San Giorgio in agro di Triggiano

Anche la costa va tutelata– Ad essere a rischio, comunque, non sono solo le lame. Anche il paesaggio costiero della Metropoli Terra di Bari subisce l’incidenza di attività illegali – abusivismo edilizio e nel ciclo dei rifiuti – e genera ambienti costieri degradati. Qui gli effetti dell’elevato impatto di città e industrie grandi e piccole (riduzione delle acque balneabili; salinizzazione delle acque di falda; compromissione dei paesaggi; saturazione edilizia) e la mancanza di un sistema integrato e differenziato di mobilità urbana incidono gravemente sulla rinnovabilità e sull’utilizzo pubblico di questa risorsa ambientale strategica. Così sono rimaste lettera morta i suggerimenti emersi dal forum metropolitano “Lame e Costa” del 2007, quando si richiese un monitoraggio continuo delle coste, con l’obiettivo di adottare una strategia comune di intervento e tutela.

Bisogna lavorare insieme – E’ vero, ci sono molte criticità, eppure nell’Area Metropolitana sono evidenti le dinamiche di crescita della sensibilità ambientale, come dimostrano l’istituzione di lama Balice e delle lame San Giorgio e Giotta come aree protette regionali. Gli argomenti di maggiore interesse su cui è aperta la discussione pubblica dell’Area Metropolitana sono proprio il risanamento, la valorizzazione e la tutela ambientale, un uso sostenibile del verde territoriale e riduzione del rischio idraulico. Ecco perchè i soggetti dell’Area Metropolitana devono cooperare tra loro e costruire una strategia comune che coniughi tutela e valorizzazione ambientale in una prospettiva di sviluppo a partire dalla dimensione territoriale. Senza campanilismi.

Gli interventi previsti per Lama Balice

Print Friendly, PDF & Email

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *