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Auto elettriche: sogno da realizzare o realtà da consolidare?

Era il 29 aprile 1899 quando Camille Jenatzy stabilì il record di velocità con l’auto elettrica Jamais Contente

Era il 1899 quando La Jamais Contente, prototipo a motore elettrico pilotato da Camille Jenatzy, fu la prima automobile al mondo a superare la soglia dei 100 km/h. Non era questa la prima vettura a trazione elettrica della storia; già dagli anni Trenta dell’Ottocento, le vetture elettriche fecero la loro comparsa sulle strade di Gran Bretagna e Francia, le stesse nazioni dove, negli ultimi anni, la mobilità elettrica ha trovato terreno fertile. Che cosa ha portato però i veicoli a trazione elettrica ad essere relegati nell’oblio per oltre un secolo? A cavallo tra la fine dell’Ottocento e gli inizi del Novecento, le BEV (Battery Electric Vehicle) ebbero un buon mercato, ma l’avvento dei veicoli con motore a combustione interna cambiò gli scenari della mobilità, soppiantando in poco tempo la tecnologia elettrica in favore di quella a benzina, supportata dalle lobby petrolifere. Quali allora i pro e contro di questa tecnologia? Iniziamo da alcuni vantaggi.

Ampera, il modello di auto elettrica prodotto dalla Opel

Possono percorrere con pochi euro di ricarica molti chilometri; non emettono e non disperdono agenti inquinanti in atmosfera; sono silenziose; possono circolare nelle ztl e durante le giornate di targhe alterne o di blocco totale del traffico; il bollo non si paga per i primi cinque anni successivi all’immatricolazione (ma in Piemonte e Lombardia l’esenzione è perpetua) e dal sesto anno è prevista una riduzione del 75%; l’assicurazione può arrivare a costare anche il 50% in meno di quella delle vetture tradizionali; riducono la dipendenza dal petrolio e non risentono della volatilità dei prezzi manipolati da produttori e distributori a loro vantaggio; in caso di incidente stradale le batterie difficilmente tendono ad incendiarsi e possono essere recuperate; contribuiscono a limitare il riscaldamento globale se la loro energia proviene da fonti rinnovabili; hanno costi di manutenzione meccanica contenuti; recuperano energia con il sistema di ricarica in frenata e in discesa; il motore ha un’efficienza del 90% rispetto a quello tradizionale che non raggiunge il 30%; vengono costruite con materiali riciclati come: alluminio, plastica, vetro; hanno un’accelerazione superiore alle auto tradizionali. I contro sono: limitata autonomia di percorrenza che la relega, al momento, ad un uso urbano; scarsa se non assente diffusione sul territorio nazionale delle colonnine di ricarica; costo elevato delle batterie;  scarse prestazioni di alcuni tipi di batteria a basse temperature; l’energia usata per caricare le batterie proviene quasi completamente da fonti fossili, pertanto, non rinnovabili e inquinanti; non sono completamente ad “emissioni zero” tranne nel momento dell’uso, perché la produzione di un’auto elettrica prevede dei costi ambientali dovuti alla trasformazione delle materie, al trasporto e al deterioramento delle batterie. Gli svantaggi relativi la diffusione dei veicoli elettrici sono legati allo sviluppo della stessa tecnologia; l’auto elettrica avrà sì un futuro, ma deve innanzitutto conquistare la mente della gente, vera “leva di marketing” cui le case automobilistiche fanno riferimento.

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